Yamal non mostra dubbi: "I migliori al mondo oggi siamo in due, ma io merito il Pallone d'Oro"
Lamine Yamal torna a parlare e lo fa, come sempre, senza troppi giri di parole. Nell’ultima anticipazione dell’intervista concessa a 'Universo Valdano', trasmessa da Movistar Plus Deportes, il talento del Barcellona affronta con Jorge Valdano il tema del razzismo vissuto in Spagna, raccontando anche un episodio avvenuto al Santiago Bernabéu. Il giovane attaccante spiega di aver percepito atteggiamenti discriminatori in numerose occasioni, non sempre attraverso insulti espliciti, ma anche tramite commenti e sguardi che, secondo la sua esperienza, possono avere una matrice razzista.
Yamal e i casi di razzismo
Interrogato direttamente da Valdano, Yamal non ha esitazioni: alla domanda se abbia mai subito razzismo in maniera diretta risponde: "Sì, mille volte". Tra gli episodi ricordati c’è quello del Clásico al Bernabéu, quando dagli spalti erano arrivati insulti rivolti a lui e a Raphinha. Yamal racconta di non essersi lasciato condizionare durante la partita: "Che una persona mi chiami negro non mi dà fastidio, sono negro". Il problema, precisa, è il modo dispregiativo con cui quell’espressione viene utilizzata. La Liga aveva denunciato l’episodio e successivamente era stata disposta una sanzione nei confronti di uno dei responsabili.
Yamal e il Pallone dOro
Nel corso dell’intervista emerge anche il tema del Pallone d’Oro. Yamal ribadisce quanto già dichiarato nel primo estratto e rivendica apertamente le proprie ambizioni: "Credo sinceramente che i migliori al mondo siamo in due e quest’anno me lo merito per quello che ho vinto". Il riferimento è a Kylian Mbappé e allo stesso Yamal, che il fenomeno classe 2007 considera entrambi i migliori giocatori del mondo.






