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Il mercato della ripresa: l’Europa torna a spendere, ecco come! Ma è sostenibile?

Il mercato della ripresa: l’Europa torna a spendere, ecco come! Ma è sostenibile? TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
autore
Luca Marchetti
giovedì 10 febbraio 2022, 08:00Editoriale

Per la prima volta da quando è iniziata la pandemia i soldi che sono stati mossi sul mercato e il numero dei trasferimenti è aumentato. In maniera significativa. Intorno al 25% secondo il report uscito pochissimi giorni fa dalla FIFA, quindi per i trasferimenti internazionali. A cui naturalmente vanno poi aggiunti quelli nazionali.
L’approfondimento è stato fatto, come sempre, per tutto il mondo. E quindi in tutto il mondo il maggior numero dei trasferimenti (il 60%) è arrivato per giocatori a fine contratto, ma il dato che a noi interessa di più è relativo ai trasferimenti con pagamenti. Bene: nel mondo per trasferimenti internazionali sono stati spesi poco più di 1 miliardo di euro di dollari. Di cui il 90,2% sono state spesi in Europa: e questo ha portato ad un incremento delle spese del 74,7% in più rispetto al Gennaio 2021.
Non si è ancora tornati ai livelli prepandemia (nel 2020 furono spesi 1,16 miliardi di dollari questa volta 1,03, per un totale di 4216 trasferimenti contro i 3535 di oggi) ma ci siamo quasi. Siamo molto vicini al 2019 (che comunque era un anno di contrazione rispetto al 2018), ma il calcio evidentemente ha sentito il bisogno di spendere. E lo ha fatto sperando che la situazione continui a migliorare e che quindi possano tornare a crescere, allo stesso modo, anche i ricavi. Altrimenti sarà un disastro. Almeno per le tasche degli azionisti dei club.

Che la “musica” sia cambiata lo si evince anche dalle formule contrattuali utilizzate: stanno diminuendo i prestiti (un punto percentuale in meno rispetto allo scorso anno e - come conseguenza degli ultimi due anni - stanno aumentando i trasferimento a zero (ora sono arrivati al 60,4% come detto).
L’unico continente in cui il saldo del mercato è negativo è naturalmente l’Europa: i trasferimenti internazionali hanno fatto spendere alle società 927 milioni di euro e incassare 785. Sono i club della UEFA a immettere denaro nel resto del mondo.
E l’Italia? L’Italia è la seconda per spesa: 113,6 milioni di dollari spesi per trasferimenti internazionali (avanti alle altre grandi, con la sorpresa della Germania che cede il passo alla Russia; ma seconda soltanto all’Inghilterra che ha speso addirittura 350 milioni). Ma se la Premier ha speso tanto è anche quella che ha incassato di più (108) e l’Italia invece è quinta in questa “classifica” con 71,5 milioni di dollari incassati.
A tutto questo dobbiamo aggiungere poi i trasferimenti interni. Cioé tanto per capirci qui in questi conti non c’è l’affare di gennaio, ovvero il trasferimento di Vlahovic. Che a livello macro, naturalmente, non sposta per l’Italia, nel senso che tanto si spende quanto si incassa. Ma aumenta certamente la capacità di spesa. Se aggiungiamo anche queste spese, prendendo i valori da transfermarkt, quindi non valori ufficiali ma certamente indicativi, le squadre italiane in più hanno speso (considerando anche gli obblighi che saranno maturati a partire dalla prossima stagione) circa 140 milioni (di euro) in più. Lo potremmo definire il gennaio più ricco di sempre. Con un occhio - come detto - al futuro. Una speranza che diventa quasi una scommessa. Non solo c’è la necessità di fare risultati per far fruttare l’investimento ma si punta sulla ripresa del calcio nello specifico e dell’economia in generale. Può essere interpretato come un segnale positivo, un segnale di speranza. Volendo essere ottimisti. Ma con un’alea di rischio ancora grande. Certamente, almeno per le società italiane, molte di queste spese sono state preventivate o da recenti aumenti di capitale o da nuove proprietà che sapevano già di dover intervenire sul mercato. Ma se i risultati minimi non dovessero venire raggiunti i dissesti economici saranno importanti: a quel punto o si rimette mano al portafogli o potrebbero non bastare cessioni (anche eccellenti)

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