Finalmente la Juve, finalmente Kolo Muani. Alajbegovic altro colpo per Spalletti, poi altri tre acquisti subito. Mancini, le scuse e la voglia di farsi perdonare attraverso le vittorie: per adesso tante parole e pochi fatti. La FIGC si gioca tutto
La telenovela Juventus-Kolo Muani è finalmente giunta al capolinea, con il lieto fine. Dopo averlo preso in prestito nel gennaio 2025 e averlo inseguito sia la scorsa estate che durante il mercato invernale 2026, senza successo, la giornata che si siamo lasciati alle spalle è stata quella dell'accordo definitivo tra i bianconeri e il Paris Saint-Germain, per un'operazione che, numeri alla mano, alla fine ha accontentato tutti. Prestito oneroso a 4 milioni di euro e obbligo di riscatto, che scatterà in caso di qualificazione della Juve alle coppe europee nella prossima stagione, fissato a 34 milioni, ai quali se ne aggiungeranno altri 10 di bonus, 4 dei quali facilmente raggiungibili e 6 più difficili: questi i termini dell'accordo che i due club hanno concordato e già nelle prossime ore il francese arriverà in Italia per visite mediche e firma sul contratto. Spalletti ha aspettato, con pazienza, in settimane che sembravano non terminare mai, ma alla fine ha ottenuto ciò che voleva: Kolo Muani sarà il sostituto di Vlahovic.
C'è anche Alajbegovic: poi altri tre colpi per Spalletti
Ma l'ultimo mercoledì di luglio non ha regalato soltanto il centravanti al tecnico della Juve. Kerim-Sam Alajbegovic, uno dei pezzi pregiati di questo calciomercato, è a un passo dai bianconeri, che in un colpo solo hanno risposto a chi parlava di immobilismo nelle trattative in entrata. La cessione in prestito oneroso di Openda al Lione ha sbloccato l'affare Kolo Muani, ma Carnevali, Massara e Ottolini stavano lavorando anche sul fronte Alajbegovic, con l'accordo con il Bayer Leverkusen che è stato trovato nelle scorse ore. Acquisto a titolo definitivo per 30 milioni di euro di parte fissa, 5 di bonus e una percentuale sulla futura rivendita. Tutto fatto, mancano solo alcuni dettagli, per un'operazione che porterà sì un giovane tra i più interessanti d'Europa, ma che servirà alla Juventus anche per mandare un messaggio a tutti gli altri club che erano interessati al bosniaco.
Sistemate le operazioni che porteranno Kolo Muani e Alajbegovic a Torino la dirigenza della Juve non si fermerà, anzi. Le energie dei dirigenti della Vecchia Signora verranno utilizzate per consegnare a Spalletti altri tre colpi: il portiere (Suzuki favorito), il difensore centrale (Lucumì sta aspettando solo la chiamata della Juventus) e un altro centrocampista (obiettivo più complicato da raggiungere). Tanto lavoro ancora da fare dunque, questo è certo, ma l'accelerata delle ultime ore ha rimesso il sorriso sul volto di gran parte del popolo bianconero.
Mancini e l'Italia: le scuse, i trofei e l voglia di farsi perdonare
Archiviato il capitolo Juventus non possiamo non tornare a parlare anche della Nazionale, a poche ore dalla conferenza stampa di Roberto Mancini e Claudio Ranieri, nominati rispettivamente commissario tecnico e direttore tecnico da Giovanni Malagò dopo il caos che si è scatenato a inizio settimana. Il ct torna sulla panchina azzurra dopo tre anni e soprattutto dopo aver abbandonato la nave in tempesta per abbracciare i petroldollari dell'Arabia Saudita. La ferita, per tutti, è ancora aperta e Mancini lo sa molto bene, visto che la prima cosa che ha fatto nel giorno della sua presentazione è stata quella di chiedere scusa, spiegando il perché di una decisione presa anche a causa di alcune incomprensioni con la Federazione. Acqua passata, voltarsi indietro non ha senso. Mancini lavorerà per farsi perdonare, lo ha detto chiaramente, e l'obiettivo dichiarato sarà quello di alzare almeno un altro trofeo importante, dopo l'Europeo vinto nel 2021, nei prossimi quattro anni. La FIGC si giocherà tutto, non saranno ammessi altri disastri. Tante parole, per il momento, e pochi fatti. Da ora sarà tempo di progetti e riforme, perché il nostro calcio deve tornare a far sognare un Paese intero.






