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Inter: le parole di Chivu sul “gol in più” (e i numeri di Thuram). Milan: l’obiettivo 26/27 di Allegri. Napoli: il futuro di Conte. Real: pensiero Special. E Psg-Bayern…

Inter: le parole di Chivu sul “gol in più” (e i numeri di Thuram). Milan: l’obiettivo 26/27 di Allegri. Napoli: il futuro di Conte. Real: pensiero Special. E Psg-Bayern… TUTTO mercato WEB
Fabrizio Biasin
Oggi alle 00:00Editoriale
Fabrizio Biasin

Il ritorno dell’editoriale ai tempi del casino pallonaro. Un grande classico italiano.

Diciamo cose.

Vabbé, intanto c’è il buon Florentino Perez che rivuole Mourinho in panchina al Real. Gli altri suoi collaboratori no, piuttosto si farebbero brillare, ma lui sì. Lo vuole. E decide lui. Tornerà 13 anni dopo? Possibile. E incredibile.

Antonio Conte molto difficilmente sarà il tecnico del Napoli nella prossima stagione. Patron De Laurentiis sta ragionando da un po’ sul successore, con Italiano tra i papabili. In via di sviluppo anche ragionamenti su alcuni giocatori (uno in particolare con scadenza 2027), portati avanti da entourage solerti: meglio cambiare aria o attendere l’annuncio del nuovo tecnico per decidere cosa fare? C’è fermento, ma anche la consapevolezza che non è così semplice trovare club in cui è possibile lavorare bene come quello partenopeo (da un decennio all’apice).

Qualche numero su Marcus Thuram all’Inter, per settimane definito da questo e quello “attaccante sopravvalutato”. 2023/24: 46 presenze 15 gol e 14 assist. 2024/25: 50 presenze 18 gol e 9 assist. 2025/26: 41 presenze 17 gol e 7 assist. Una costanza micidiale, un affare enorme (0 euro per il cartellino + 8 milioni di commissione).

Torno alla carica con il motto “il format Serie A va rivisto”. Che sia riduzione dei club o introduzione di playout/playoff, che sia una roba o quell’altra è del tutto assurdo pensare alla quantità di partite noiose e soprattutto inutili che dovremo sorbirci da qui alla fine della stagione. Un mese di non-campionato che è una mazzata devastante sull’immagine di un torneo che ha già i suoi bei problemi.

A tal proposito fanno sorridere le critiche a Fabregas o Chivu, ritenuti da diversi commentatori “arroganti” e “poco corretti”. La consueta reazione di chi non riesce ad accettare il “cambiamento”. Se Chivu dice “forse tocca rendersi conto che non vincono più le migliori difese” e Fabregas parla con entusiasmo della sua idea di calcio, non è detto che stiano – come in troppi vogliono far credere – parlando male di qualche collega e, forse, provano solo a indicare la strada. Cosa resterà della serie A 2025/26? Il loro calcio, quello di Spalletti (che pure è arrivato in corsa) e non molto altro. Ci lamentiamo sempre di avere un campionato “noioso”, contestiamo coloro che provano a renderlo “brillante”. Pensa te come siamo messi.

Sulla tristezza di Milan-Juve in molti si sono scatenati contro Allegri, colpevole di “bruttezza calcistica”. E vabbè, la solita litania. È vero che a livello calcistico il tecnico del Milan non ci ha portato al carnevale di Rio, ma è altrettanto vero che in questa stagione era chiamato a ridare ordine a un gruppo (e a una società) che non ne aveva. Ci è riuscito e non è poco. Ora però deve uscire dall’ombra, lui e i suoi colleghi – ma soprattutto le rispettive dirigenze - che da troppo tempo scelgono di nascondersi dietro a un dito e “noi dobbiamo qualificarci per la Champions”. Non è così: Inter, Milan, Juventus e Napoli partono per vincere, altroché, altrimenti non avrebbe senso pretendere 139 euro per un posto in curva. Alla fine vince una sola, per carità, ed è sbagliato pensare che per le altre si debba parlare di fallimento, ma evitiamo di prenderci in giro.

E poi il casino definito “caso-Rocchi”. Ne sta parlando chiunque e in qualunque modo. Onore ai professionisti che ci tengono aggiornati sulle faccende della procura, meno onore a chi sfrutta qualsivoglia aggiornamento per stabilire che la tal squadra sia certamente colpevole o, viceversa, non c’entri assolutamente nulla. Trasformare un’inchiesta che ancora ci deve raccontare moltissime cose in una guerra tra tifosi è una cosa comprensibile se limitata a al Bar Sport (va così…), ma non è sopportabile se diventa materiale per comunicatori e/o giornalisti per combattere tristissime battaglie personali. Per il resto, tocca rispettare al massimo il lavoro di chi sta portando avanti l’inchiesta, attendere gli sviluppi del caso e magari, per quel che riguarda gli arbitri, avanzare una doverosa ipotesi: forse in futuro sarà il caso di puntare sul sorteggione integrale.

Psg-Bayern abbastanza bella.

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