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Un alieno tra noi comuni mortali. Buon compleanno Mbappè: nella notte che ha consacrato Messi, Kylian ha dimostrato che in questo momento è lui il più forte tra i giocatori in attività

Un alieno tra noi comuni mortali. Buon compleanno Mbappè: nella notte che ha consacrato Messi, Kylian ha dimostrato che in questo momento è lui il più forte tra i giocatori in attività TUTTOmercatoWEB
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Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
martedì 20 dicembre 2022, 14:16Editoriale
Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale

Minuto 126. Kylian Mbappè dopo tutto ciò che è già stato arriva sul fondo e in uno spazio invisibile per chiunque va via a mille all'ora dribblando due avversari. Cerca lo spazio per calciare, ma non lo trova perché nel frattempo su di lui arrivano altri tre avversari che lo murano. Fa ciò pochi istanti prima del fischio finale: avesse trovato il gol anche in quella circostanza, il 10 in pagella non sarebbe bastato. E forse non bastava comunque: ma che partita ha fatto? Kylian da Parigi nella migliore finale di Coppa del Mondo che memoria ricordi ha trascinato da solo una Francia a tratti impresentabile. Che non ha visto la porta per 80 minuti, ma che ha ceduto all'Argentina solo ai rigori perché in campo - dall'altro lato - c'era un 10 che da solo ha trascinato gli altri 10.

Da domenica si parla solo di Leo Messi. Comprensibile. La storia perfetta, la vittoria di Leo 36 anni dopo quella di Maradona. Tutto un mondo contro un solo paese, la Francia, perché nessuno sceneggiatore poteva immagine trama migliore. E se la storia si ricorda solo di chi vince, da domenica tutti ricorderanno del grande Mondiale di Lionel da Rosario che a 35 anni - dopo aver vinto tutto - ha vinto anche la Coppa più importante. La chiusura di un cerchio. La narrazione perfetta.
La storia ci ricorderà nei prossimi anni che questo è stato il Mondiale di Messi. Ma la cronaca, quella che deve raccontare vinti ma anche vincitori, quella no. E non può non parlare di chi non solo ha vinto la Scarpa d'Oro, ma è stato il migliore giocatore del Mondiale anche se poi non è stato premiato come tale: Kylian Mbappè. Quattro anni fa segnò nella finale vinta contro la Croazia, domenica ha realizzato una tripletta che non è bastata per vincerne un altro come 60 anni fa fece Pelé. E oggi compie 24 anni. Già, 24 anni solo oggi: tanti auguri. Ma soprattutto, da quale pianeta arriva?

Nei giorni in cui si disquisisce su Messi (se sia o meno all'altezza di Maradona, se sia o meno meglio di Diego) è comprensibile che quanto fatto da Mbappè stia passando sottotraccia perché la storia la scrivono i vincitori. E poi la storia di Mbappè non è quella di Messi. E' meno romantica, è più divisiva. Stona con uno storytelling oggi tanto di moda. Gioca in un club tra i più odiati al mondo, in quel PSG che è stato il più importante organo di promozione del Qatar fino al Mondiale. Ha detto sì al rinnovo mettendo in un cassetto il sogno di giocare nel Real Madrid per accettare soldi che non si erano mai visti in nessun altro contratto stipulato tra un club e un calciatore. Un affare anche di Stato dai contorni torbidi che mal si sposa con chi continuamente vuole dare contorni romantici a un calcio che ormai vive di una narrazione da Mulino Bianco sempre più scollegata dalla realtà.

Messi ha vinto la finale con la squadra, Mbappè ha trascinato la Francia ai rigori nonostante la squadra. Ha già vinto un Mondiale, ha sfiorato il secondo a e 24 anni appena compiuti ha numeri, trofei, prospettive e colpi da calciatore che può portare il calcio un passo oltre sé stesso. Come e più di Ronaldo a fine anni '90. E' oggi il giocatore più forte tra quelli in attività. E' stato lui il miglior giocatore del Mondiale, anche se poi la storia racconterà altro.

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