Koulibaly non si poteva trattenere. Ma ora al Napoli serve un Dybala
“Non dipende da noi”. Così Cristiano Giuntoli, che alla cessione di Kalidou Koulibaly ha lavorato dal ritiro di Dimaro, l’ha spiegata ai tifosi. Vero fino a un certo punto, perché al tira e molla sul rinnovo che è stato il preludio dell’addio ha dato origine il Napoli. Però non ha detto una bugia, il ds azzurro: tra rifiuti e offerte sulla carta, la trattativa per il rinnovo era diventata una telenovela dal finale scontato. Mai alla Juve, per di più, disse il Komandante: ha mantenuto la promessa, ha preferito le sterline del Chelsea agli euro dei bianconeri. Se e come questi ultimi li hanno offerti, ma questo è un altro discorso.
Era una cessione inevitabili. Ed è stata una buona cessione. A conti fatti, il Napoli e K2 si sono trovati nella condizione di doversi, oltre che volersi, dire addio. Tirando le somme, quella dei nuovi Blues era un’offerta che non si poteva rifiutare. 40 milioni di euro per un calciatore fortissimo, ma trentunenne e all’ultimo anno di contratto. Prendere e portare a casa. Pure ringraziare il nuovo Chelsea di Boehly, che dopo aver “regalato” Lukaku in prestito conferma di avere un certo feeling con la Serie A. È stata, in ultima analisi, una vendita non solo inevitabile, ma pure conveniente per il Napoli, che ora si trova nella condizione di gestire un tesoretto, e come prima missione ha quella di sostituire l’insostituibile. Non è l’unica, però.
Ora serve un Dybala. O chi per esso. Ma tanto meglio se si chiama Paulo Dybala. Fuori Insigne dentro Kvaratshelia, fuori Koulibaly dentro Kim Min-jae o Acerbi: se non è smantellamento questo. Per scacciare l’impressione, più che dal punto di vista tecnico, la Joya serve a livello mediatico. Come quando partì Cavani, la società stava chiudendo per Damiao, alla fine capì il sentimento popolare e regalò alla città Higuain. Un argentino, guarda caso. Ecco, servirebbe un bis per rilanciare un Napoli che, nell’anno del ritorno della Champions, è una squadra con appeal in crollo verticale e mille interrogativi circa il futuro. Serve pure a livello tecnico, l’ex Juve, visto che lì davanti - tra Lorenzo e il caso Politano - l’impoverimento tecnico è sotto gli occhi di tutti. Poi magari non arriverà, soprattutto parlandosi di uno che ha nella gestione della propria immagine un tasto già delicato in tempi non sospetti. Ma il Napoli ne ha bisogno, di uno così.






