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Nessuno come il campionato italiano a Euro 2020. Ma finora la Serie A ha perso talento

Nessuno come il campionato italiano a Euro 2020. Ma finora la Serie A ha perso talentoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Image Sport
giovedì 15 luglio 2021 08:00Il corsivo
di Ivan Cardia

Dodici gol la Juventus, otto l’Inter. Euro 2020 l’ha vinto l’Italia, ma anche la Serie A. Quasi un terzo delle reti segnate nell’ultimo torneo continentale portano la firma di calciatori che militano nel nostro Paese: se questo è un indice per valutare la competitività di un campionato, quello italiano ha schiacciato la concorrenza. Merito degli azzurri, ma fino a un certo punto, se si considera per esempio che quasi tutti i gol bianconeri e nerazzurri arrivano da giocatori di altre nazionali. Una prova di forza, corredata da quella ben più rilevante dei ragazzi di Roberto Mancini, che rispedisce al mittente tante delle critiche piovute negli ultimi anni sul nostro campionato, considerato a oggi una sorta di terzo incomodo nell’Olimpo occupato da Premier e Liga, magari anche dalla Bundes. Il rovescio della medaglia? Tra paradosso e logica conseguenza, sul mercato.

Finora la Serie A ha perso talento. Hakimi, De Paul, Donnarumma: addii annunciati, l’ultimo ufficiale quello del portiere ex Milan. Gente che ha brillato nell’ultima stagione e anche dopo, l’argentino in Copa America e Gigio, beh Gigio lo sappiamo tutti benissimo in che contesto. Sono, anche a livello economico, i tre principali affari che fin qui hanno interessato il nostro campionato e in tutti i casi si parla di uscite. In compenso, sono arrivati un talento come Nico Gonzalez, un buon portiere come Mike Maignan, due campioni affermati ma anche agée come Rui Patricio e prossimamente Olivier Giroud. Il significato? Per ora, ci si ferma alla constatazione: a metà luglio, il mercato può riservare ancora così tante sorprese, che tracciare bilanci è prematuro. D’altra parte, non si può non tenere in considerazione come i tre moschettieri siano partiti: Hakimi per le note difficoltà finanziarie dell’Inter; De Paul perché nessuna big italiana ha voluto o potuto fronteggiare la concorrenza dell’Atletico (35 milioni non sono tantissimi, ma tutti e subito chi li avrebbe potuti offrire?); Donnarumma per questioni di principio e di soldi col Milan, ma anche perché la Juventus è impantanata nei suoi stipendi faraonici e nella difficile arte del vendere. Il contrasto tra il campionato che domina l’Europeo e quello che non riesce a trattenere alcuni dei suoi migliori talenti è presto servito.

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