Colombia, tribunale vieta a uno dei candidati presidenti di "usare" la maglia della nazionale
In Colombia la giustizia è intervenuta in modo netto nel pieno della campagna elettorale presidenziale, vietando a un candidato di utilizzare la maglia della nazionale di calcio come elemento simbolico della propria propaganda politica, nei giorni prima dell'inizio della Coppa del Mondo 2026. La decisione riguarda Abelardo de la Espriella, esponente della destra conservatrice e candidato al secondo turno delle elezioni presidenziali. Il tribunale ha stabilito che non potrà più associare la divisa dei Cafeteros alla propria immagine politica o al suo movimento, dopo le polemiche esplose nei giorni scorsi.
A innescare la controversia era stato il candidato di sinistra Iván Cepeda, che aveva accusato il rivale di "appropriarsi" del simbolo della nazionale per fini elettorali, paragonando la situazione a quanto avvenuto in passato in Brasile con Jair Bolsonaro. Il giudice di Bogotá ha quindi ordinato a De la Espriella di "cessare immediatamente e definitivamente l’uso della maglia come simbolo identificativo del suo partito, della sua campagna o della sua immagine personale in pubblico o su qualsiasi mezzo di comunicazione".
Il candidato, che ha vinto il primo turno e si presenta al ballottaggio del 21 giugno, è noto per apparire spesso in pubblico indossando la maglia della Colombia, gesto interpretato dai suoi sostenitori come segno di patriottismo e vicinanza alla nazionale in vista del Mondiale organizzato da Stati Uniti, Messico e Canada.











