De la Fuente avverte il calcio mondiale: "Il meglio della mia Spagna deve ancora arrivare"
La Spagna ha appena conquistato il suo secondo Mondiale, ma Luis de la Fuente guarda già avanti. Intervistato da Marca, il commissario tecnico delle Furie Rosse ha assicurato che la nazionale campione del mondo non ha infatti ancora raggiunto il proprio massimo livello. "Assolutamente no. Sono molto esigente e credo che ci sia sempre margine per migliorare. Questo gruppo unisce giovani e veterani e ha ancora tantissimo percorso davanti. Il meglio di questa squadra deve ancora arrivare", ha dichiarato l'allenatore di 65 anni, reduce dal meritatissimo trionfo in finale contro l'Argentina.
Il segreto della Spagna? Essere una famiglia
De la Fuente ha attribuito il successo non solo al talento dei suoi giocatori, ma soprattutto allo spirito del gruppo. "Prima ancora della qualità tecnica, c'è quella umana. È una squadra generosa e solidale. Abbiamo affrontato il Portogallo di Cristiano Ronaldo, la Francia di Mbappé e l'Argentina di Messi, ma loro si sono trovati di fronte la Spagna dei 26. Durante l'Europeo ci chiamavano 'la famiglia' e questo ci ha resi imbattibili". Parole importanti anche per Lamine Yamal, definito un talento destinato a crescere ancora: "Ha lavorato per il bene della squadra e ha dimostrato una maturità straordinaria".
Con l'Argentina "la madre di tutte le partite"
Ripercorrendo il cammino iridato, il ct ha definito la finale contro l'Argentina "la madre di tutte le partite", rivelando di aver avuto la sensazione di avere il match sotto controllo. "Eravamo superiori, anche se ci sarebbe piaciuto chiuderla prima. Solo al fischio finale ho capito davvero di essere campione del mondo". Infine, un messaggio ai tifosi della Roja: "Questo successo appartiene a tutta la Spagna. Insieme siamo più forti".






