Il DNA ritrovato e il ct Alfaro: l'impresa del Paraguay con la Germania "nasce" nel 2024
La storica impresa del Paraguay contro la Germania ai Mondiali rappresenta il culmine perfetto del biennio firmato Gustavo Alfaro, un percorso di rinascita fondato sul recupero dell'autentico DNA della Albirroja. Il punto di partenza del lavoro del ct argentino non ha bisogno di spiegazioni: nono e ultimo posto, settimo posto e ottavo posto nel percorso di qualificazione ai Mondiali 2014, 2018 e 2022. Dulcis in fundo - si fa per dire - la Copa America 2024, chiusa con zero punti in tre partite contro Colombia, Brasile e Costa Rica. Ed è proprio dal Costa Rica che la Federazione paraguaiana nell'agosto 2024 ha scelto il suo ct, quel Gustavo Alfaro a cui ha chiesto di ricostruire, sostanzialmente, tutto da capo.
I concetti (e i numeri) chiave
Realismo tattico, blocco difensivo basso, raddoppi sistematici e ripartenze. Il primo passo, nelle qualificazioni al Mondiale, è stato blindare la difesa. L’operazione rimonta si è composta di sei vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta - con sette clean sheet in dodici gare - a cancellare i miseri cinque punti ottenuti nelle prime sei. E poi il Mondiale. Non un inno all’estetica, certo. Una media del 31% di possesso palla nelle quattro gare (solo la Giordania ha chiuso con un dato inferiore), due tiri in porta ogni 90 minuti, il 69,4% di accuratezza dei passaggi (il 59% nella metà campo offensiva) ma prima per contrasti (25,8 ogni 90 minuti) e cartellini gialli, già 9. Un elogio al pragmatismo, sì. Come quello visto con la Germania. Anche grazie ai singoli, come il paratutto Orlando Gill, fino a Josè Canale, riscattatosi dopo una partita tutt’altro che irreprensibile con il rigore decisivo, e le certezze Enciso e Galarza.
Nessun limite
Le peculiarità del Paraguay hanno così condotto non per caso la Nazionale di Alfaro fino agli ottavi, come nel 1986, 1998 e 2002, a un passo dall’eguagliare i quarti del 2010, miglior risultato nella storia dell’Albirroja. Un passo, tuttavia, certo non semplice. Per farlo, infatti, potrebbe essere necessaria un'altra impresa, visto il lato del tabellone condiviso con la Francia. Guai a sottovalutare, però, chi ha appena inflitto alla Germania la prima sconfitta della propria storia al Mondiale nella lotteria dei rigori. E poi, intanto, un dato è certo: il Paraguay è tornato Paraguay.






