Germania, quanti flop dopo la vittoria del 2014. Ora è caduto anche il primato ai rigori
Le lacrime di Manuel Neuer al termine del match contro il Paraguay la fotografia perfetta di una Germania avviluppatasi tra la necessità di affidarsi ad una nuova generazione - Musiala e Wirtz, in primis - ancora non del tutto pronta a raccogliere il testimone, e quel fascino retrò dei grandi campioni del passato che hanno ormai sparato da tempo le ultime cartucce.
Da questo tourbillon di incertezze, la Germania sembra aver definitivamente smarrito la propria identità. Il fallimento in Nord America rappresenta il terzo Mondiale consecutivo chiuso ben al di sotto delle aspettative, dopo le eliminazioni nella fase a gironi in Russia e in Qatar. Un bilancio reso ancora più amaro dai due Europei precedenti, terminati con l'eliminazione agli ottavi contro l'Inghilterra e ai quarti per mano della Spagna. Un quadro allarmante che certifica la profonda crisi di una delle Nazionali più prestigiose della storia del calcio. Un dato a testimonianza di ciò: l'ultima volta che la nazionale teutonica non ha subito gol in una gara di Coppa del Mondo risale alla finale vinta contro l'Argentina nel 2014.
Dopo Low e Flick, questa volta a finire sul banco degli imputati sarà Naglesmann che, pur avendo già dichiarato di non avere intenzione di dimettersi, dovrà adesso dare dimostrazione di saper navigare in acque tempestose. Il ko contro il Paraguay lascerà inevitabilmente degli strascichi, anche perché arrivato ai calci di rigore, specialità nella quale la Germania non aveva mai conosciuto la sconfitta nella storia del torneo e in cui l'ultimo ko risale addirittura all'Europeo del 1950 contro la Cecoslovacchia.






