Effenberg durissimo sulla Germania: "Non siamo più una Nazionale top. Servono scelte coraggiose"
L'eliminazione della Germania ai sedicesimi di finale del Mondiale per mano del Paraguay continua a far discutere. Tra le voci più autorevoli c'è quella dell'ex centrocampista Stefan Effenberg, che nella sua rubrica ha analizzato senza mezzi termini il momento del calcio tedesco, chiedendo una profonda riflessione da parte del DFB e del commissario tecnico Julian Nagelsmann.
"La Germania non è più una top squadra"
Effenberg non usa giri di parole per descrivere il momento della Nazionale: "La Germania è tornata brutalmente con i piedi per terra" si legge sulle colonne di SportBild. Secondo l'ex capitano del Bayern Monaco, il ko ai rigori contro il Paraguay rappresenta "una vera catastrofe" non soltanto per la squadra e per il commissario tecnico, ma per tutto il movimento calcistico tedesco.
Pur criticando la decisione arbitrale che ha portato all'annullamento del possibile 2-1 di Jonathan Tah, Effenberg sottolinea come non sia quello il vero motivo dell'eliminazione: la Germania, a suo giudizio, avrebbe dovuto chiudere la partita ben prima e ha pagato errori difensivi e una sterilità offensiva evidente nonostante il predominio nel possesso del pallone.
La richiesta a Nagelsmann: spazio ai giovani
L'ex nazionale ritiene che il problema principale sia la qualità complessiva della rosa: "Non abbiamo giocatori in grado di fare la differenza come accade in Francia, Argentina, Spagna o Inghilterra". Per questo motivo invita Nagelsmann ad avviare una nuova fase, puntando con maggiore decisione sui giovani talenti e definendo rapidamente un progetto tecnico credibile.
Tra le indicazioni avanzate da Effenberg c'è anche quella di affidare stabilmente la porta a Jonas Urbig, chiudendo definitivamente il capitolo legato ai portieri più esperti, oltre a concedere maggiore spazio ai prospetti emergenti come Lennart Karl, Nathaniel Brown, Malick Thiaw e Saïd El Mala. "I tifosi vogliono vedere un progetto chiaro per il futuro", è il messaggio lanciato dall'ex centrocampista, convinto che soltanto attraverso un deciso ricambio generazionale la Germania possa tornare a competere ai massimi livelli.






