Igor Thiago si racconta: "Ho fatto di tutto dopo la morte di mio padre, anche il muratore"
Igor Thiago sta vivendo uno dei momenti più importanti della sua carriera. L’attaccante del Brentford ha avuto modo di esordire al Mondiale nel match contro il Marocco, mentre nelle successive sfide con Haiti e Scozia è rimasto in panchina, scelta legata alle rotazioni gestite da Carlo Ancelotti ma anche alle brillanti prestazioni di Matheus Cunha.
Proiettato verso la fase a eliminazione diretta, il centravanti 25enne ha raccontato a Marca tutta la sua emozione per la prima convocazione iridata: "Non riesco ancora a crederci. Essere convocato per un Mondiale è il più grande traguardo della mia vita, sia a livello personale che professionale", ha dichiarato, sottolineando il valore simbolico di questa opportunità.
Ma dietro la sua ascesa c’è una storia di grande difficoltà. Il giocatore ha infatti ricordato le condizioni dure della sua adolescenza, segnata dalla perdita del padre quando aveva soltanto 13 anni. Da quel momento, ha dovuto contribuire al sostegno della famiglia lavorando fin da giovanissimo. "Uscivo di casa alle 5 del mattino. Lavoravo al mercato, distribuivo volantini, lavavo auto, estirpavo erbacce. Ho fatto anche il muratore", ha raccontato, ripercorrendo anni di sacrifici quotidiani. Un percorso confermato anche dalla madre, che ha sottolineato la sua determinazione e la sua capacità di non cedere alle cattive influenze dell’ambiente in cui cresceva.






