Koné scrive una lettera dopo l'infortunio: "Mi sentivo come se stessi deludendo tutto il Canada"
Ismael Kone ha scritto una lunghissima lettera a The Players' Tribune, nella quale ha ripercorso tutta la sua vita calcistica e non, fino all'infortunio che lo ha messo ko recentemente, che il centrocampista del Sassuolo non ha certamente vissuto bene: "Mi sentivo come se stessi deludendo l'intero Paese. Ma poi mi hanno portato via, e dev'essere stata magia. Perché tutto il silenzio del BC Place, all'improvviso, si è trasformato in calore. E giuro che per due intere settimane quel calore mi ha avvolto".
Il racconto di quella giornata
Koné ha poi proseguito: "Quel calore lL'ho sentito quando mi portavano in ospedale, e uno dei fisioterapisti era seduto accanto a me a darmi aggiornamenti sulla partita. L'ho sentito quando stavo per entrare in sala operatoria d'urgenza... e io sono sempre stato un vero giocatore di football, sapete, ho dovuto radunare i chirurghi e fare loro un discorso nello spogliatoio. Gli ho detto: 'Ehi ragazzi, questo è tutto quello che ho. Ho lavorato tutta la vita per diventare un calciatore e devo tornare in campo per questa squadra. Quindi facciamo un intervento perfetto. Operatemi come se fossi vostro fratello o vostro figlio'".
Infine il post-operatorio
L'intervento a un certo punto è finalmente finto: "Quel calore l'ho sentito anche quando sono uscito dall'intervento... ed è stata una vera e propria ondata di sostegno. Dalla mia famiglia e dai miei amici, ovviamente. Dai miei compagni di squadra e dagli allenatori, ovviamente. Ma la quantità di messaggi che sto ricevendo da persone in tutto il Canada, che sostengono questa squadra e quindi anche me, e che vogliono assicurarsi che io stia bene... o le cose che sento ora di persona, quando i tifosi mi vedono con le stampelle alle partite... ovviamente sapevo che ci sarebbe stato sostegno, ma il livello mi ha un po' scioccato. Mi ha commosso profondamente. E mi ha fatto sentire una piccola parte di qualcosa di molto speciale che sta accadendo proprio ora".






