La denuncia dell'Iran: "Gli USA hanno negato il visto ad alcuni elementi dello staff"
Nuove tensioni diplomatiche accompagnano l’avvicinamento alla Coppa del Mondo 2026. L’Iran ha infatti accusato gli Stati Uniti di aver adottato un comportamento discriminatorio dopo il mancato rilascio del visto a diversi membri dello staff della nazionale, che si appresta a disputare il torneo in Nord America.
La polemica è nata in seguito alle dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, che aveva assicurato come tutti i giocatori iraniani e il personale ritenuto indispensabile per la partecipazione alla competizione avessero ottenuto l’autorizzazione a entrare negli Stati Uniti. Una versione che, però, è stata immediatamente contestata da Teheran. Attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali ufficiali, l’ambasciata iraniana in Turchia ha espresso forte disappunto per la situazione. "Perché non dite che il visto è stato negato a gran parte del personale dirigenziale e dello staff, oltre che a consulenti tecnici e ad altre figure che fanno parte integrante della nazionale?", si legge nella nota.
L’Iran ha definito quanto accaduto "il più alto livello di trattamento discriminatorio intenzionale", accusando le autorità statunitensi di aver ostacolato la piena operatività della delegazione che accompagnerà la squadra durante il Mondiale. La selezione iraniana è attesa all’esordio nella competizione il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. Al momento non risultano ulteriori chiarimenti ufficiali da parte delle autorità americane, mentre resta da capire quando il personale rimasto bloccato potrà raggiungere il resto della delegazione.






