Un Mondiale vinto più dietro che davanti: due dati che raccontano il trionfo Spagna
Si è concluso il Mondiale ieri sera, con la trionfale vittoria della Spagna nell'ultimo atto contro l'Argentina di Messi, grazie al gol decisivo messo a segno a inizio secondo tempo supplementare da Ferran Torres del Barcellona.
Un solo gol al passivo
Nonostante i grandi nomi dalla metà campo in su, su tutti quello della stellina Lamine Yamal che nonostante la giovanissima età ha già un palmares di vittorie con la sua nazionale da far invidia a quasi tutto il resto del mondo del calcio, il trionfo della Spagna in questa Coppa del Mondo è maturata più che altro grazie all'apporto dato alla causa delle Furie Rosse dalla difesa, più in generale dall'equilibrio complessivo che la squadra è riuscita a raggiungere, grazie anche alle indicazioni di colui che ad oggi è forse l'allenatore più sottovalutato del globo, il commissario tecnico Luis De La Fuente. E che ha portato a un nuovo, clamoroso record di un solo gol subito da Unai Simon e compagni, nell'arco delle otto partite nel torneo.
Mai stati in svantaggio
Parlando di equilibrio, c'è un altro dato che racconta della solidità insita nella struttura umana di questa Spagna: i ragazzi di De La Fuente nel Mondiale appena concluso, e vinto, non hanno trascorso neanche un secondo in svantaggio nel punteggio. Non è la prima volta (i precedenti sono dell'Italia, due volte tra 1934 e 1982, e della Germania nel 1990) ma è un aspetto dello scenario che spiega bene come questo Mondiale la Spagna l'abbia vinto più dietro che davanti.






