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Spagna, Merino: "Mi sento come Lautaro, il Mondiale si vince anche dalla panchina"

Spagna, Merino: "Mi sento come Lautaro, il Mondiale si vince anche dalla panchina" TUTTOmercatoWEB
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Alessandra Stefanelli
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Alessandra Stefanelli
Oggi alle 07:45Mondiali 2026
Mikel Merino elogia Lautaro Martinez alla vigilia della finale mondiale: "Provare a dare una mano ogni volta che entro è il mio obiettivo".

Alla vigilia della finale mondiale tra Spagna e Argentina, Mikel Merino ha raccontato ai microfoni della Gazzetta dello Sport le emozioni vissute durante il torneo e il suo ruolo all'interno della nazionale spagnola. Il centrocampista ha ammesso di riconoscersi, per certi aspetti, nella situazione vissuta da Lautaro Martinez con l'Albiceleste.

"Per nessun giocatore l'idea di andare in panchina è il piano di partenza ideale, però, tanto io come Lautaro, giocatore top, viviamo questa situazione perché siamo in nazionali fortissime. E tanto io come lui dobbiamo dare valore a tutto questo: il livello dei compagni e la grandezza della competizione".

"Il Mondiale si vince anche iniziando le partite in panchina"

Merino ha sottolineato l'importanza di accettare il proprio ruolo e farsi trovare pronti nel momento in cui arriva l'occasione.

"Provare a dare una mano ogni volta che si entra in campo è se non giochi va bene anche in allenamento. Perché se vinci un titolo è di tutti, non solo degli 11 che iniziano le partite, e qui noi lo viviamo così".

"Messi tra i migliori della storia"

Nel corso dell'intervista, Merino ha parlato anche della sfida con l'Argentina e della possibilità di affrontare Lionel Messi in una finale mondiale. "Posso iniziare dicendo che è uno dei migliori della storia. Poi togliersi il cappello di fronte a quello che sta facendo in questo Mondiale, a 39 anni. Non so se sarà la sua ultima partita con la nazionale o la sua ultima finale, perché, come ci è già successo con Cristiano Ronaldo, affronti questi giocatori e pensi che siano eterni visto che continuano a giocare a un livello altissimo".

La forza del gruppo spagnolo

Merino ha infine evidenziato l'importanza del lavoro collettivo e della convivenza all'interno del gruppo durante un torneo così lungo. "Siamo in ritiro da 46-47 giorni, tanto tempo, tante ore insieme. La convivenza è lunga. Vincere aiuta a star bene, ma la base a livello relazionale è forte perché il mister, allora come oggi, attorno a sé vuole delle belle persone, brava gente. Perché altrimenti alla lunga il gruppo soffre".

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