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Paolo Maldini e l'era degli Immortali e degli Invincibili

Paolo Maldini e l'era degli Immortali e degli Invincibili TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
autore
Redazione TMW
Oggi alle 21:23Nato Oggi...
Paolo nasce a Milano il 26 giugno 1968. È figlio d'arte: suo padre è Cesare Maldini, storico capitano del Milan e poi allenatore

MILANO – Dalle lacrime di San Siro il 24 maggio 2009, giorno del suo addio al calcio giocato, alla scrivania di via Rosellini e poi a quella di via Allegri.
La parabola di

Paolo Maldini

non è semplicemente la cronaca di una carriera sportiva straordinaria, ma il racconto di una dinastia e di un legame viscerale con il rettangolo verde che ha saputo rigenerarsi, cambiando pelle ma mantenendo intatta la stessa, inscalfibile autorevolezza.
Oggi che il calcio italiano si interroga sul futuro della Nazionale, la figura di Maldini torna a stagliarsi come l'epicentro decisionale del nostro movimento.
Ma per capire l'uomo che oggi guida l'area tecnica della FIGC, è necessario sfogliare le pagine di un libro iniziato esattamente quarantuno anni fa.L’eredità di Cesare e il debutto da predestinatoNascere con il cognome Maldini a Milano, sponda rossonera, avrebbe potuto schiacciare chiunque.
Non Paolo. Figlio di Cesare, storico capitano della prima Coppa dei Campioni del Milan nel 1963, il giovane Paolo entra nel settore giovanile del Diavolo a dieci anni. Il destino bussa alla sua porta il 20 gennaio 1985: a Udine, Nils Liedholm lo lancia in campo non ancora diciassettenne.

Sarà l'inizio di una striscia di 902 presenze ufficiali, un record di fedeltà assoluta che non conoscerà mai altre maglie di club.
Da terzino sinistro di spinta a centrale difensivo dall'eleganza celestiale, Maldini ha ridefinito il concetto stesso di difensore moderno.
Con Franco Baresi, Mauro Tassotti e Alessandro Costacurta ha composto una linea invalicabile, la spina dorsale del Milan degli "Immortali" di Arrigo Sacchi prima e degli "Invincibili" di Fabio Capello poi.

Cinque volte sul tetto d'Europa

Se la storia d'amore tra il Milan e la Champions League ha i contorni del mito, Paolo Maldini ne è il custode supremo.
Cinque i trofei sollevati in venticinque anni di carriera.
Due consecutivi con Sacchi (1989 e 1990), uno nell'epica notte di Atene del 1994 contro il Barcellona di Cruijff, e due da capitano sotto la guida di Carlo Ancelotti.
La notte di Manchester, nel 2003 contro la Juventus, chiude idealmente un cerchio perfetto: Paolo alza la coppa al cielo esattamente quarant'anni dopo papà Cesare.
Nel 2007, a 39 anni, la rivincita di Atene contro il Liverpool sancisce l'immortalità sportiva di un atleta capace di sfidare il tempo.
Con la Nazionale Italiana il rapporto è stato monumentale ma amaro: 126 presenze, una leadership silenziosa ma totale, eppure segnata dalle beffe di Pasadena nel 1994 e del golden gol di Rotterdam nel 2000.
Un digiuno azzurro che oggi, ironia della sorte, è chiamato a colmare in prima persona da dirigente.

La seconda vita da dirigente: dal Milan alla Nazionale

Il ritiro dal campo non ha spento il carisma. Dopo anni di saggia distanza, nel 2018 Maldini rientra al Milan.
Da Direttore Tecnico compie un capolavoro di scouting e gestione sportiva, costruendo insieme a Frederic Massara la squadra che conquista lo Scudetto nel 2022.
La rottura traumatica con la proprietà RedBird nel giugno 2023 sembrava l'inizio di un nuovo esilio, ma il richiamo del campo è stato troppo forte.
A luglio 2026, la svolta: Giovanni Malagò gli affida le chiavi del Club Italia e la Direzione Tecnica della FIGC.
Accanto a lui, come sempre, l'advisor Leonardo.
Maldini accetta la sfida più difficile: ricostruire il calcio italiano dalle fondamenta.Il presente lo vede subito protagonista di un braccio di ferro serratissimo per la scelta del nuovo Commissario Tecnico, con il nome di Andrea Pirlo blindato a costo di mettere sul piatto le proprie dimissioni immediate.
Una scelta di coerenza e fermezza che dimostra come, a distanza di decenni, Paolo Maldini non abbia mai smesso di essere il Capitano.

La dinastia dei Maldini rappresenta un unicum nel calcio d'élite: dal capostipite Cesare, passando per Paolo, fino ad arrivare a Daniel Maldini, figlio minore di Paolo, cresciuto anch'esso nel Milan e oggi trequartista affermato in Serie A

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