"Cagliari, ora un bel finale". L'Unione Sarda apre con le parole di Obert
Le parole di Adam Obert, ieri ospite sulle frequenze di Radiolina, si conquistano la prima pagina dell'edizione odierna de L'Unione Sarda. Il quotidiano titola sulle recenti parole dell'esterno rossoblu: "Cagliari, ora un bel finale", il virgolettato scelto. Di seguito qualche passaggio dell'intervista.
C'è stata una svolta? Adesso non sei più una promessa.
"Sono contento della crescita che c'è stata. Quest'anno ho trovato continuità e maggiore consapevolezza nei miei mezzi e che mi ha aiutato a crescere partita dopo partita. So che c'è ancora tanto da lavorare e che devo andare avanti così".
Qual è stato il momento che ha cambiato tutto?
"Sapevo che dovevo metterci più tranquillità sia in allenamento che in partita, ho iniziato a essere più spensierato, come mi dicevano il mister e lo staff e si vede la differenza".
Tu sei il terzino che sta più indietro?
"Dipende da quello che mi chiede il mister e da come si mette la partita. Ultimamente Pisacane mi chiede di attaccare di più e aiutare nella fase offensiva, sperando di fare qualche gol".
Cosa significano più di 115 partite con il Cagliari?
"È' un orgoglio per come la gente ama questa squadra. Sono felice di essere uno di loro e far parte di questa gente".
Come si vive lontani dalla famiglia così giovani?
"All'inizio è stato molto difficile, anche perché non sapevo neanche la lingua, parlavo solo inglese".
Che impressione ti fa essere uno dei veterani della squadra?
"È un orgoglio. Ho capito tantissimo e ho più esperienza, cerco di aiutare i giovani che arrivano, come hanno dato una mano a me quando sono arrivato".
Adesso sei un punto di riferimento anche per la tua nazionale? Cosa significa per te?
"È sempre bellissimo giocare per la tua nazionale, quindi sono sempre contento quando vengo convocato. Quando vado in nazionale riesco anche a vedere la mia famiglia. Abbiamo avuto Calzona per 3 anni e ci ha dato una grossa mano nell'esprimerci meglio anche all'Europeo. Andare all'Europeo è stata una grande gioia. Non andare ai Mondiali è stata una grande delusione, è un sogno e un giorno vorrei giocarci".
Com'è Cagliari?
"Mi sto divertendo tantissimo, ho tantissime cose da fare ora che arriva l'estate. La mia famiglia è sempre felice di venire qui. Quando arrivi qui capisci cosa significa e ci vuoi subito tornare".











