Addio a Pizzul, Abodi: "Voce che ha accompagnato la nostra vita. Mai scontato"
Il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, ospite a "Storie italiane" su Rai1, ha ricordato Bruno Pizzul: "È una voce che ha accompagnato la nostra vita, vittorie e sconfitte, e l'ha fatto con la mitezza dell'uomo, con competenza e umanità. Anche dopo aver smesso ha continuato a dare contributi di carattere morale ed etico. Era una figura amica".
Abodi ha poi proseguito: "Non era mai scontato, aveva un linguaggio sempre originale e il suo racconto era parte dello spettacolo. Rimarrà un maestro con Nando Martellini, due signori che hanno segnato la storia dello sport e del racconto".
Una voce indimenticabile, quella di Pizzul, che prima di legarsi per sempre ai colori azzurri della Nazionale nell'immaginario dei calciofili, ha avuto anche l'onere di dover raccontare un momento drammatico quale quello della finale di Coppa Campioni del 1985 e la tragedia dello stadio Heysel, nella quale persero la vita 39 tifosi della Juventus. Ha poi raccontato l'Italia per 16 anni, dal 1986 al 2002, esordendo con l'amaro Mondiale in cui l'Italia si presentava da campione in carica, uscendo però già agli ottavi e concludendo con la delusione cocente di quelli in Corea e Giappone, in cui riuscì persino ad addolcire la descrizione di un arbitraggio fuori dal mondo come quello dell'ecuadoriano Byron Moreno. Nel mezzo anche le Notti Magiche di Italia 90 e quel sogno spezzatosi al penultimo passo, l'ultimo nell'edizione successiva di USA '94, oltre a delusioni assortite contro la Francia tra i Mondiali del '98 ed Euro 2000, in cui gli toccò rimanere pacato anche di fronte al golden goal di Trezeguet che tagliò le gambe a un paese intero.






