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TMW

Bacconi dopo lo studio sui 100 giovani italiani: "Il talento c'è, è disperso nel mondo"

TMW
Giacomo Iacobellis
autore
Giacomo Iacobellis
lunedì 14 settembre 2026, 15:00Serie A
14.09.2026 15:00Serie A
Bacconi ha curato lo studio "I 100 giovani italiani" realizzato con Math&Sport e ne ha parlato quest'oggi in esclusiva a TMW.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Lorenzo Marucci

Il talento italiano non è scomparso, ma per Adriano Bacconi va cercato e valorizzato meglio. Lo studio "I 100 giovani italiani che giocano nei principali campionati europei" fotografa infatti una realtà nella quale molti dei nostri giovani più interessanti sono già protagonisti, seppur fuori dai confini nazionali. Ma cosa manca al sistema italiano per accompagnarli fino al calcio dei grandi? L'abbiamo chiesto, in esclusiva su TMW, proprio a chi ha curato questa ricerca.

L'estratto dell'intervista di TMW a Bacconi

Possiamo dire che questo studio confuta la tesi secondo la quale in Italia non c'è più il talento? Semplicemente si è spostato?
"Lo studio offre elementi concreti per mettere in discussione questa tesi. La Serie A e i suoi settori giovanili continuano a produrre talenti. Dobbiamo lavorare meglio sulla filiera che li accompagna al calcio adulto. In questo percorso sono fondamentali anche la Serie B, la Serie C, le seconde squadre e le esperienze all'estero. Il passaggio decisivo è dare ai giovani minuti di qualità prima e con continuità. Un esordio è un'opportunità; giocare regolarmente permette di crescere, assumersi responsabilità e consolidarsi. Il confronto con l'estero ci invita proprio a migliorare questo passaggio. Il talento italiano c'è ed è disperso nel mondo. La cooperazione tra Lega, club e FIGC può aiutarci a riconoscerlo prima e ad accompagnarlo meglio, seguendo sia i ragazzi dei nostri vivai sia quelli con doppio passaporto e i potenziali eleggibili".

Leggi qui l'intervista integrale di TMW

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