Bucchi: "Sassuolo posto perfetto al momento sbagliato. La Serie A è uno sport diverso"
Cristian Bucchi, allenatore dell'Arezzo, club che è stato promosso in Serie B, ha rilasciato un'intervista a Sky Calcio Unplugged, rispondendo alla domanda che gli è stata posta se fosse arrivato troppo presto in Serie A: "Credo che ci siano tempi e posti. Sassuolo era il posto perfetto, ma il momento sbagliato. C'era appena stato Di Francesco che aveva lasciato radici forti, forse sono stato poco elastico io all'inizio ma avevo voglia di portare le mie idee, e questo è andato un po' in contrapposizione con il gruppo".
Quali sono le differenze tra le categorie?
"Credo che la Serie A sia uno sport completamente diverso. Chi ci arriva ha tutto. Una cognitività diversa, nelle categorie inferiori tanti hanno le potenzialità, ma mancano quelle cose che gli permettono di fare la differenza nelle varie categorie. Credo che il gap si possa annullare lavorando sui giocatori dalla formazione iniziale. Quando sei in prima squadra, l'allenatore non ha tempo: la settimana è corta, e singolarmente si lavora poco. Nelle categorie più basse dovremmo far giocare i giovani bravi. Oggi il problema è che ci sono tantissimi stranieri convenienti dal punto di vista economico, ma non superiori da un punto di vista di valore assoluto ai giovani italiani".
Come giudica la sua avventura all'Arezzo?
"Questa è una realtà sofferente. Dopo dieci giorni pensavo di aver fatto una cagata. Avevo molta voglia di rientrare, ma questo mondo a volte riesce a esaltarti e altre ti fa sentire peggio. All'inizio ho trovato un ambiente demoralizzato, anche per le vicissitudini sportive che questa squadra ha affrontato negli ultimi anni". Per poi passare alla crescita della squadra culminata con la promozione in Serie B dopo 19 anni: "Abbiamo chiuso in maniera straordinaria la scorsa stagione. Attraverso innesti mirati abbiamo fatto una cavalcata straordinaria, nonostante alcuni momenti negativi. Dopo 19 anni siamo riusciti a riportare la Serie B ad Arezzo: ho visto una festa che, in proporzione ai numeri della città, è stata paragonabile alla vittoria del campionato a Napoli dopo il fallimento. Mi ha riempito il cuore".











