De Laurentiis dannò lo juventino Giuntoli. Da allora ad Allegri, fa il Vecchio Signore
Tutto iniziò nell'estate del 2023, tre anni or sono. Aurelio De Laurentiis, interrogato sulla juventinità ben celata fino a quel momento del suo ex DS Cristiano Giuntoli, nel frattempo trasferitosi proprio alla Juventus, tuonava a furor di popolo, raccogliendo anche una discreta dose di consensi tra i suoi: "Non mi aspettavo certe dichiarazioni, se l'avessi saputo forse me ne sarei liberato prima".
Ne è passata di acqua sotto ai ponti dalla damnatio memoriae riservata dal presidente del Napoli al dirigente che, in fondo, aveva costruito con lui la squadra dello storico terzo Scudetto con Spalletti, quella di Kvara e di Osimhen e di un campionato mangiato e vinto di fatto con mesi di anticipo. E a giudicare dalle successive mosse di De Laurentiis, che ha finito per travestirsi un po' da Vecchio Signore, si direbbe che sia stata una riflessione alla quale in seguito il numero uno degli azzurri non abbia dato poi troppo peso. Finendo in pratica per auto-smentirsi, per sancire da sé che fosse una bugia bianca.
Sì, perché da tre anni il (miglior) Napoli di De Laurentiis si basa nella sostanza su un'anima che strizza l'occhio ai colori della Juventus. Dall'estate successiva infatti, dopo l'interregno di Meluso, il direttore sportivo dei campani è quel Giovanni Manna che ha svolto tutta la trafila dirigenziale nella Juve, prima da responsabile delle giovanili e poi da DS della squadra U23. Per non parlare degli allenatori: tolta la caotica annata 2023/24, la panchina del Napoli è stata occupata da due 'uomini Juventus', due simboli del club bianconero come Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri adesso. Il discorso non tocca invece i giocatori, tra i quali l'unico con un passato alla Vecchia Signora risulta essere Spinazzola.











