Di Carlo: "Idee di Guidolin il segreto di quel Vicenza. Con Cassano avevo un ottimo rapporto"
Intervistato dall'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Domenico Di Carlo ha parlato degli anni trascorsi a Vicenza: "Innanzitutto le idee di Guidolin: un gioco moderno, aggressivo, dinamico, verticale. E poi nello spogliatoio c’era un’alchimia particolare: io, Viviani, Lopez e D’Ignazio eravamo partiti dalla C. Ma chiunque arrivasse, veniva accolto nel modo migliore. E lo stadio faceva la differenza".
"Battemmo il Milan nei quarti dopo due partite di un’intensità incredibile - ha proseguito -. In finale perdemmo l’andata a Napoli e al ritorno vincemmo ai supplementari. Io e altri due compagni eravamo in dubbio per una contrattura: giocammo tutti senza problemi. L’adrenalina e la voglia di vincere quella partita furono la cura migliore".
Un passaggio anche sulla Sampdoria: "Uscimmo nei preliminari con il Werder Brema prendendo un gol al 93’ nell’ultima azione della partita: era fatta. Quello è stato il momento in cui la mia carriera sarebbe potuta cambiare. E invece in pochi mesi successe di tutto: a ottobre Cassano litigò con Garrone e non giocò più; a gennaio Pazzini fu ceduto all’Inter. Eravamo comunque sopra la zona retrocessione, ma fui esonerato. E la Samp andò in B. Con Cassano avevo un ottimo rapporto: siamo due persone schiette. Antonio è un vincente, ha personalità e bisogna tenerne conto responsabilizzandolo. Con me si è sempre comportato benissimo".











