Donadoni: "In questi giorni il capro espiatorio è diventato il Milan. Ma serve equilibrio in tutte le cose"
"Vedo che questi sono giorni dove il capro espiatorio è diventato un po' il Milan. Credo che ci voglia equilibrio in tutte le cose". L'ex rossonero Roberto Donadoni parla così a margine della presentazione del nuovo libro di Carlo Pellegatti dal titolo “50 partite, infinite emozioni. Il Milan”.
"Dal Milan di quest'anno non ci si aspettava che potesse fare chissà quali cose - prosegue Donadoni - il campionato lo sta portando avanti in maniera più che dignitosa. Chiaro che centrare l'obiettivo Champions è fondamentale, in questi ultimi periodi ha sofferto un po', spesso e volentieri si associa il risultato a quella che può essere una valutazione positiva o negativa e questo credo sia l'errore. Ci sono partite dove magari ha raccolto qualcosa in più rispetto a quello che aveva espresso così come il contrario. Ormai siamo agli sgoccioli, bisogna solo essere focalizzati su quello che è il risultato utile da raggiungere e alla fine poi faremo tutte le considerazioni".
Leao è un giocatore sempre divisivo. È un campione o no? "Dipende sempre da che cosa si intende per campione. Io credo che il campione non è tanto quello che dimostra di avere qualità eccelse, ma quello che riesce a dare una continuità di rendimento nel suo percorso. Questo credo che sia fondamentale. A me è capitato nella mia carriera di avere a che fare con giocatori che qualitativamente erano nella normalità, ma avevano una forza di volontà, una convinzione, una determinazione che faceva in modo che l'allenatore non potesse mai prescindere da loro. Magari lì per lì dicevi che uno tecnicamente così non poteva giocare a certi livelli, ma poi ti rendi conto che ci sono tante altre qualità che sono fondamentali".
Allegri chiederà alla società almeno 4 giocatori di livello: questo può fare la differenza per lottare per scudetto e Champions?
"Nel Milan c'è un giocatore come Modric di cui tutti conosciamo l'età anagrafica. Però quante parole si sono spese a suo favore e in maniera del tutto positiva? In virtù del fatto che pur essendo un giocatore alla soglia dei 41 anni va in campo con una voglia di un ragazzino di 20. Questo deve essere lo spirito e l'atteggiamento. Bisogna essere bravi ad andare alla ricerca di giocatori che hanno questo tipo di attitudine. Chiaro che ci vogliono anche qualità tecniche, questo è pacifico. Bisogna saper trattare la palla, ma oggi più che mai sono fondamentali quelle qualità di cui ho parlato prima".
Quindi Allegri va ascoltato. "Beh, è chiaro che quando si allena una squadra l'ambizione e il desiderio è sempre quello di puntare traguardi importanti. I traguardi importanti si fanno con giocatori di qualità, è più che logico parlarne con il club per far sì che si possa centrare qualche innesto che possa allargare ulteriormente la rosa e dare più possibilità in un'annata che chiaramente è difficile, lunga e faticosa"
Quale può essere un centravanti da Milan? "Oggi i centravanti buoni e validi chi li ha se li tiene ben stretti. Però abbiamo anche esempi di squadre che magari non hanno giocatori affermatissimi che però fanno del gruppo, della solidità e anche della qualità in prospettiva importante la loro forza e sono riusciti a fare un campionato di ottimo livello".
Comotto è pronto della Serie A? "Comotto è un ragazzo interessante, con me ha quasi sempre giocato. È un ragazzo sicuramente di prospettiva, di buone potenzialità. Un ragazzo serio, e questa credo che sia una qualità altrettanto importante. Dipenderà molto da lui, chiaro che ci vuole anche la possibilità che gli allenatori che lo affiancheranno da qui in avanti gli diano supporto adeguato, perché i giovani hanno bisogno di avere una guida".











