Fontana (Gazzetta): "Hellas, Sogliano interventista. Mi aspetto che Bocchetti resti"
Il Verona ha ripreso da pochi giorni gli allenamenti agli ordini di Salvatore Bocchetti, che dunque è rimasto - almeno per il momento - alla guida della squadra. La situazione resta però in via di definizione, perché dopo la scadenza della deroga accordata al tecnico campano sarà necessario individuare un nuovo allenatore in possesso di licenza UEFA Pro (che difficilmente sarà Dervishi, al quale è stato affidato un incarico ad interim) da affiancare all'ex difensore. Cambiamenti più sostanziali, almeno sotto questo profilo, non sembrano profilarsi all'orizzonte: tesi sposata da Matteo Fontana, firma de La Gazzetta dello Sport e del Corriere di Verona, insieme al quale abbiano affrontato i temi di maggiore attualità in casa gialloblù.
Partiamo dalla recente nota dell'AIAC sulla scelta della guida tecnica: presa di posizione legittima o "ingerenza" nelle dinamiche interne del Verona?
"Il regolamento è stato rispettato, perché l'incarico di responsabile della prima squadra è assegnato a Dervishi, che è assolutamente legittimato in quanto titolare della licenza UEFA Pro. L'AIAC fa valere quello che è il proprio ruolo, e ha fatto sapere che vigilerà sulla corretta applicazione della norma, rispetto alla quale l'Hellas è perfettamente in regola. Parliamo di una situazione che, allo stato dell'arte, nasce e finisce lì".
L'impressione è che, più passano i giorni, più aumentano le chance di Bocchetti di restare alla guida della squadra. Sei d'accordo o credi possa ancora verificarsi un ribaltone?
"Non credo ci sia margine per un cambiamento immediato, a quaranta giorni dalla ripresa del campionato, considerata anche la necessità di Sogliano di interloquire con Bocchetti e valutarne le metodologie di lavoro. Non mi aspetto scelte affrettate: penso che il quattro gennaio, quando il Verona affronterà il Torino alla ripresa del campionato, Bocchetti sarà ancora l'allenatore gialloblù. Nella sostanza e non nella forma, ricollegandomi a quanto detto in precedenza. Che possa invece esserci una figura diversa da Dervishi che vada ad affiancare Bocchetti è un'ipotesi molto più plausibile".
La scelta di affidare la direzione sportiva a Sogliano con Marroccu responsabile dell'area tecnica ti ha sorpreso? Che approccio operativo e comunicativo porta il nuovo ds?
"Relativamente sorpreso, perché il tempo ha risolto le asperità che avevano portato alla rottura tra Sogliano e Setti. Il Verona, storicamente, ha bisogno di un d.s. operativo e di campo: questa non vuol essere una diminutio per Marroccu, che ha però caratteristiche diverse rispetto a Sogliano. Le decisioni di campo verranno prese da Sean, al netto di una condivisione che ovviamente ci sarà. Credo fosse l'unica soluzione percorribile per inseguire l'impresa, se non addirittura il miracolo sportivo: soltanto la Reggina, nel 2006/2007, riuscì a salvarsi dopo aver accumulato appena cinque punti nelle prime quindici giornate. Parliamo però di una squadra che era fortemente in salute, e che partì con l'handicap di una pesante penalizzazione".
Cosa ti aspetti dal mercato in entrata a gennaio?
"Sogliano è un direttore sportivo interventista. Mi viene in mente il Verona del 2012/2013, che arrivava da una promozione sfiorata, con un gruppo che, malgrado avesse sfiorato la promozione in Serie A dalla C in appena un biennio, fu rivoluzionato. Parliamo però di dieci anni fa, e soprattutto di un d.s. che all'epoca ebbe modo di impostare il mercato a giugno. Sogliano, per come lo conosco io, vorrà lasciare un segno profondo, ma nella rosa attuale le pedine non possono essere spostate agevolmente. Mi aspetto cambiamenti profondi, ma occorrerà capire fino a che punto ci si potrà muovere".
È ipotizzabile una cessione eccellente per finanziare i nuovi arrivi?
"I soldi da qualche parte devono venire fuori... Questo Mondiale non sta consentendo al Verona di ritoccare verso l'alto le quotazioni di mercato dei propri giocatori impegnati in Qatar. La Samp, ad esempio, pur avendo grandi difficoltà di rendimento oltre che societarie, può potenzialmente cedere un giocatore come Sabiri a cifre importanti. Che esca un giocatore come Ilic, o come Tamèze, è un'ipotesi: non è detto che vada in porto, ma di certo sarebbe utile per modellare un Verona diverso sul mercato".






