Fiorentina, l'amaro saluto di Gosens: "Le società vogliono riconoscenza e poi non la danno"
Con un messaggio carico di amarezza, Robin Gosens ha annunciato sui propri social l'addio alla Fiorentina. Il difensore tedesco, rimasto fuori dalla lista dei convocati di Grosso, ha affidato ad un messaggio su Instagram la sua frustrazione per la decisione presa dai viola: "Quando due anni fa ho avuto la possibilità di giocare per la Fiorentina ero felice. Non avrei mai potuto immaginare quanto sarei diventato ancora più felice nel corso del tempo. Abbiamo trovato una casa. Il primo anno qui è andato incredibilmente bene. Il secondo incredibilmente male. Ma quello che mai è cambiato è il fatto che ogni singolo giorno ho lasciato qui la mia vita. In campo e fuori. E che mi sono sempre comportato in modo corretto, nei confronti di tutti".
E ancora: "Oggi si chiude un capitolo che non pensavo si sarebbe chiuso. Non così, non in questo modo e nemmeno con queste dinamiche. Arriva inaspettato ed è proprio per questo che è così doloroso. Negli ultimi gironi ho passato molto tempo a riflettere perché il nostro cuore è molto legato a questa città e a questa società. Sono andato ad allenarmi senza creare caos e ancora sto provando a capire che cosa sia successo in così poco tempo. La drammatica decisione di escludermi dalla rosa mi ha colpito profondamente, perché credo che questa storia avrebbe meritato una fine diversa. Le società vogliono giustamente identificazione, riconoscenza, rispetto e impegno, questo però vale anche per viceversa. Io credo di aver sempre dato tutto questo. Avrei voluto tanto lottare per il mio posto, ma lottare ha senso solo se esiste possibilità di vincere. Da parte mia me ne vado solo con gratitudine. Gratitudine per il tempo intenso e bellissimo trascorso in questa città incredibile. E me ne vado con la consapevolezza di aver lasciato qui la mia vita e il mio cuore ogni singolo giorno.
Poi il ringraziamento ai tifosi: "Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto e reso questa esperienza così speciale. i miei ragazzi che sono diventati dei fratelli per me. i magazzinieri, i cuochi e i camerieri. Ogni singolo allenatore con il suo staff, da cui ho sempre potuto imparare qualcosa. Lo staff medico, senza il quale non sarebbe sempre stato possibile giocare e che l'anno scorso ha ricevuto troppe critiche (tante ingiuste). I tifosi che mi hanno dato la sensazione che quello che faccio ha un senso e che mi hanno fatto sentire a casa dal primo minuto. E a Rocco e alla sua famiglia, che mi hanno dato questa opportunità. Per fortuna il mio destino mi porta all'inizio, lì dov'è nato l'amore per questo sport e il cammino per realizzare il mio sogno. Vi voglio bene, a presto".






