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Fiorentina, una Serie A partita male e chiusa forte. La Conference per cambiare la stagione

Dimitri Conti
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Dimitri Conti
lunedì 5 giugno 2023, 08:45Serie A
05.06.2023 08:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2023

La Serie A della Fiorentina si è conclusa già venerdì sera con la bella vittoria in casa del Sassuolo che ha poi portato l'ufficialità del sabato, grazie alla vittoria dell'Inter a Torino: i viola concludono il loro campionato all'ottavo posto, con 56 punti. Una stagione a due velocità per i toscani, in grande difficoltà in partenza e poi lanciatissimi nella seconda parte, con un 2023 vissuto allo stesso ritmo delle migliori squadre italiane. Il ritmo discontinuo in Serie A può essere ricondotto allo stesso aspetto che potrebbe far schizzare il valore e cambiare il volto della stagione, il fattore coppe. Dopodomani la finale di Conference League col West Ham.

Rimanendo però al campionato, plurimi impegni che hanno portato a giocare la bellezza di 60 partite stagionali, come nessun'altra in Italia, il risultato finale può essere considerato ampiamente sufficiente. Anche in virtù del significato "nascosto" dell'8° posto, potenziale biglietto per la prossima Conference League in caso di nuovi interventi sulla Juve, lato UEFA. Per alcuni è stata una vetrina importante: chiedere ad Amrabat, giunto alla stagione della rivelazione su alti livelli (compreso un Mondiale da stella) e potenziale cessione a peso d'oro in estate, o a Kouame sulle cui spalle spesso la Viola si è aggrappata nella prima parte di stagione o ancora a quel Gonzalez il peso della cui assenza si è ben misurato nel momento in cui è rientrato. Tra le grandi delusioni invece Jovic, il cui unico modo per far scordare la brutta stagione (per fortuna dei viola nel mentre ha invece trovato il modo di imporsi Cabral) è incidere nella finale di Praga del 7. Una vittoria quella sera porterebbe la valutazione stagionale sulla squadra da una sufficienza ampia a qualcosa di più bello.

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