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Francesco Pio Esposito, la stagione del battesimo: il futuro all'Inter è suo

Francesco Pio Esposito, la stagione del battesimo: il futuro all'Inter è suoTUTTO mercato WEB
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Bruno Cadelli
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Bruno Cadelli
Oggi alle 07:00Serie A

C'è un solo modo per capire se un giovane attaccante è pronto per il calcio che conta. Non è il numero di gol (comunque da non sottovalutare), non è la tecnica, non è nemmeno il fisico. È come reagisce quando le cose non vanno e quando il peso della maglia sembra schiacciarti come un blocco di granito. Pio Esposito in questa stagione ha imparato a rispondere a questa domanda. E la risposta, nella maggior parte dei casi, è stata quella giusta.
Dal Mondiale per Club alla prima gioia nerazzurra in Serie A, l'ex Spezia si è fatto largo con l'atteggiamento giusto e la voglia di spaccare il Mondo. Il suo biglietto da visita è stata la rete al River Plate, poi dopo la gioia con il Cagliari l'accelerata autunnale: a ottobre la gioia in Nazionale nel 3-1 dell'Italia sull'Estonia e la prima esultanza in Champions League, nel 4-0 dell'Inter in casa dell'Union Saint-Gilloise. Un mondo di prime volte, ciascuna con il suo peso specifico, ciascuna consumata con la naturalezza di chi non sembra mai fuori posto.

I numeri raccontano una storia precisa. In Serie A Esposito ha collezionato 35 presenze per un totale di 1561 minuti, partendo titolare in 15 occasioni su 38 giornate e subentrando in 20. Ha segnato 7 gol in campionato, con l'ultima rete arrivata proprio nell'ultima giornata, il 23 maggio contro il Bologna nel pareggio per 3-3. Sette gol in 35 presenze, con una media di minutaggio da riserva di lusso: se si considera che ha diviso il reparto con Lautaro Martinez e Marcus Thuram, due delle punte più forti d'Europa, il rendimento assume un peso diverso.
Al netto dei numeri, le prestazioni dell'attaccante nerazzurro sono state quasi sempre più che positive: Pio è stato spesso in grado di scavalcare Thuram nelle gerarchie in attacco, in particolare nel periodo di grande difficoltà del centravanti francese. Non è un dettaglio da poco. Così come non è stato un dettaglio nemmeno il sigillo contro la Juventus nella notte di San Valentino, quando un gol ti può proiettare direttamente nella storia.

Chivu lo conosce bene, lo ha allenato nella Primavera nerazzurra, e sa esattamente come tirare fuori il meglio. Il tecnico romeno lo ha gestito con intelligenza: titolare nelle partite in cui serviva freschezza, subentrato in quelle in cui la partita andava cambiata a gara in corso. Un utilizzo ragionato, non di convenienza. Prima di archiviare definitivamente l'annata 2025-2026, per Pio ci sono le due amichevoli con la Nazionale, a conferma di come il ragazzo sia ormai un punto di riferimento anche nel panorama azzurro. Poco importa se nella notte di Zenica abbia sbagliato uno dei rigori. Perché per essere grandi si passa anche da lì.

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