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Stirpe apre: "Se arriva un fondo? Se serve a far crescere il Frosinone, perché no?"

Stirpe apre: "Se arriva un fondo? Se serve a far crescere il Frosinone, perché no?"TUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Daniele Najjar
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Daniele Najjar
Oggi alle 18:15Serie A

Il Presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, ha parlato dal palco del panel "Welcome back in Serie A" nel corso del Festival della Serie A che si sta svolgendo a Parma. Di seguito le sue parole raccolte da TMW.

"Faccio i complimenti a Monza e Venezia, sono state brave davvero. La Serie B è un campionato dove l'equilibrio regna sovrano. La differenza fra fare molto bene e fare male è molto sottile, basta vedere l'affollamento in zona retrocessione. Con almeno 10 club sulla parte destra della classifica che lottavano per non retrocedere. A noi è capitato l'anno scorso anche per errori che abbiamo compiuto. Quest'anno siamo partiti da una base mettendo ciò che mancava. Tutti i tasselli sono andati nel posto giusto. Il merito maggiore è stato dei dirigenti nel credere nell'obiettivo e nel trasmetterlo ai calciatori".

Fa bene salire e scendere dalla Serie A o si soffre?
"Noi abbiamo dimostrato di saper fare bene a salire, non abbiamo dimostrato di saper fare bene nel rimanere, che è molto difficile. L'ultima volta in A siamo ritrocessi al terzo minuto di recupero dopo un campionato decoroso. La differenza lì la fanno piccole cose. Certamente il livello che serve è diverso, in A".

C'è tanta differenza economica?
"La differenza è importante, poi dipende dalle disponibilità che uno può mettere sul campo. Se ne hai di più ne metti di più. Malgrado questo però la differenza secondo me la deve fare sempre la competenza organizzativa, la capacità dirigenziale".

Sulla separazione della Lega Serie A dalla Serie B?
"Da quando c'è stata la separazione della Lega Serie A dalla B abbiamo fatto due Mondiali, uscendo in modo non proprio decoroso. Poi non abbiamo più partecipato. Ho detto che questa separazione non ha portato bene al calcio italiano. La sproporzione delle risorse è tale che non si può avere solidarietà, comparazione nella competitività. Alla fine il prodotto è questo. Come si fanno le infrastrutture, i settori giovanili se non ci sono le risorse? Oggi si fa sempre più fatica, le due leghe si allontanano in maniera siderale. Questto fa malissimo al calcio e lo paghi con un prodotto scadenze. Qualcuno dovrebbe pensarci".

Sulle fonti di credito?
"Una volta era semplice trovare le banche che facessero fideiussioni, ora no. Non ci possono essere le regole di 30-40 anni fa, il mondo è cambiato notevolmente. Dobbiamo ringraziare che siano arrivati i fondi in Italia, altrimenti il futuro del calcio italiano in molti club si sarebbe prosciugato".

Se dovesse venire un fondo da lei per il Frosinone?
"Io dico: se serve a far crescere il Frosinone io faccio un passo indietro. Se è arrivato? Ancora no, ma da qualche anno stiamo guardando all'estero. Il fondo non è il problema di per sé, ma la soluzione del problema".

Malagò presidente della FIGC?
"Non penso che un uomo solo al comando ci deve essere programma condiviso, con poche cose essenziali che vanno fatte. Guardate il betting: tutti scommettono e guadagnano meno chi produce l'evento. E sui settori giovanili: se dopo due anni di addestramento si rischia di perdere un ragazzo, chi investe sui giovani? Si devono mettere d'accordo tuti quanti avendo come punto di riferimento i tifosi. Il calcio esiste perché ci sono i tifosi".

Giusto confermare l'allenatore dopo la promozione o ci sono le categorie?
"Noi abbiamo sempre confermato allenatore della promozione, l'unica volta in cui non siamo andati avanti è stata perché Grosso voleva cambiare. Era un segnale di rispetto lasciarlo andare".

Noi giornalisti mettiamo sempre le neopromosse fra le squadre che possono retrocedere subito. Sono sempre meno le squadre che lottano per salvarsi...
"Sono d'accordo e ogni anno è sempre più difficile salvarsi. Quest'anno due su tre sono retrocesse da quelle promosse, anche se erano progetti validi quelli di Pisa e Cremonese. C'è bisogno di chiarezza delle regole, dirigenti capaci e risorse economiche non banali".

Il Como è un modello o è difficilmente replicabile?
"Un modello non facilmente repilcabile, una rondine che non fa primavera. Difficilmente si trova la possibilità di investire quel ttipo di risorse. Questa proprietà poi ha avuto il Como per tanti anni. Per un certo periodo sembrava il comportamento di una società italiana. Poi improvvisamente hanno cambiato e i risultati sono arrivati".

Sul settore giovanile.
"L'unico neo del Frosinone è la retrocessione dalla Primavera 1. Ma le squadre a livello giovanile si stanno comportando bene. Noi investiremo tanto sul settore giovanile. Molto investiremo sulla competenza dei tecnici. Magari su quelli che nessuno conosce ma che fanno le fortune della società".

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