Gila-Milan, Napoli beffato? Non proprio: ecco perché gli azzurri si sono chiamati fuori
Il trasferimento di Mario Gila al Milan ha alimentato il dibattito tra i tifosi del Napoli, soprattutto in un momento in cui la società sta seguendo una linea molto chiara sul mercato: prima cedere, poi acquistare. Il difensore della Lazio era stato seguito a lungo dal direttore sportivo Giovanni Manna, che aveva anche trovato un'intesa di massima con il giocatore. Tuttavia, secondo quanto riferisce Tuttonapoli.net, il mancato approdo in azzurro non è legato soltanto all'attuale strategia societaria. Anche con margini economici più ampi, infatti, l'operazione sarebbe stata difficilmente sostenibile per i parametri fissati dal Napoli.
Ingaggio e costo del cartellino fuori dai parametri
La differenza l'hanno fatta soprattutto le cifre. Il Milan ha convinto Gila con un contratto da circa 5 milioni di euro a stagione, ai quali si aggiungerebbe anche un importante bonus alla firma destinato all'entourage del giocatore. Numeri che il Napoli non ha mai preso in considerazione, fedele alla propria politica salariale, che prevede tetti d'ingaggio ben definiti per ciascun ruolo. Anche la richiesta della Lazio, pari a circa 30 milioni di euro, è stata giudicata eccessiva dalla dirigenza partenopea, soprattutto considerando che il difensore ha un contratto in scadenza nel 2027.
Il Napoli si è fermato a 15 milioni
La trattativa tra Napoli e Lazio era comunque entrata nel vivo nelle scorse settimane. Il club di Aurelio De Laurentiis aveva presentato una proposta da circa 15 milioni di euro, valutando anche l'inserimento di eventuali contropartite tecniche per abbassare la parte cash dell'operazione. Claudio Lotito, però, ha respinto l'offerta senza aprire alla trattativa. A quel punto il Napoli ha preferito non rilanciare, ritenendo che le condizioni economiche dell'affare fossero ormai incompatibili con la propria linea gestionale. L'inserimento del Milan ha quindi chiuso definitivamente la vicenda, senza particolari rimpianti da parte della società azzurra, che continua a seguire una strategia basata sulla sostenibilità economica.






