Gravina: “Euro 2032 merito solo del calcio”. Il borsino degli stadi in vista di ottobre
“Riuscire a presentare una lista di stadi idonei entro la scadenza di ottobre sarà un successo solo del mondo del calcio”. Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC, ha commentato così le parole di Andrea Abodi, ministro dello Sport che di recente aveva espresso il suo ottimismo in vista delle scadenze relative agli impegni con la UEFA.
Entro quando la scelta? Le deadline fondamentali sono due. Entro il 31 luglio - confermata anche dalla FIGC nelle mail inviate alle 15 città candidate nei giorni scorsi - la Federcalcio deve avere la documentazione definitiva, per poi proporre almeno cinque stadi alla UEFA. A inizio ottobre è poi in programma l’evento UEFA in cui saranno comunicate le dieci location (cinque in Italia e cinque in Turchia) destinate a ospitare gli Europei del 2032. Realisticamente, l’Italia dovrebbe avere almeno 8-9 impianti pronti.
Il borsino: le certezze. L’unico impianto già in regola con i requisiti UEFA è l’Allianz Stadium di Torino. In linea con i programmi c’è sicuramente anche lo stadio Olimpico di Roma. E pure l’Artemio Franchi di Firenze, dove i lavori sono già in corso, rispetterà i requisiti.
I rebus. Milano e Napoli. Inter e Milan, diventati proprietari del Meazza, pianificano la costruzione di un nuovo impianto: il cronoprogramma è in linea, i dubbi nascono dalle inchieste della Procura milanese. A Napoli, invece, Comune e Regione pianificano un investimento da 200 milioni di euro per ristrutturare il Maradona: non è quello che vorrebbe De Laurentiis, anche se alla fine potrebbe accontentarsi, invece di costruire un impianto nuovo.
I due stadi su cui può incidere il commissario. È da poche settimane diventata ufficiale la nomina di Massimo Sessa a commissario straordinario per gli stadi di Euro 2032, anche se mancano ancora i decreti attuativi per renderlo pienamente operativo. Gli unici due impianti su cui potrà incidere, snellendo le procedure, sono l’impianto della Roma a Pietralata e il Barbera di Palermo. Entrambi sono candidati più che credibili.
Le piccole. Difficilmente ospiteranno gli Europei, ma Cagliari e Salerno arriveranno pronte all’appuntamento: Tommaso Giulini si sta battendo da anni con la burocrazia cittadina, ma il futuro Gigi Riva dovrebbe essere candidabile. Anche l’Arechi è in linea.
La possibile sorpresa. Marassi è sempre stato considerato fuori dai giochi, sebbene non formalmente. La sindaca di Genova, Silvia Salis, sta facendo del suo meglio per arrivare a dama. Potrebbe rientrare in gioco.
Le escluse. Bari, Bologna e Verona: per motivi diversi, legati alla città o ai costi (è il caso del Dall’Ara), gli impianti di queste tre città non dovrebbero essere candidabili. Mai formalmente in corsa anche Udine, da sempre considerato un jolly in Federcalcio (ma non dovrebbe servire). Lontani dal poter ambire agli Europei italo-turchi anche il Via del Mare di Lecce e il Flaminio di Roma.






