Infantino irride l'Italia? Ieri il presidente FIFA ribadiva il suo tifo azzurro
“Magari allarghiamo i Mondiali a 208 nazionali, così l’Italia si qualifica”. Se Gianni Infantino non voleva irridere l’Italia, la battuta è stata quantomeno di cattivo gusto. Stanno facendo molto rumore le dichiarazioni del presidente FIFA, rilasciate ieri a CazéTV, in cui ha parlato in maniera abbastanza ironica della situazione della Nazionale azzurra.
Dichiarazioni stonate, se si considera il percorso di Infantino che, nato in Svizzera ma anche cittadino italiano, ha sempre dichiarato di tifare per l’Italia. Nell’avvicinamento al Mondiale ha partecipato a diverse iniziative con le comunità italiane d’oltreoceano, e ieri all’Azteca c’era, su suo invito, Gianni Rivera, stella di Italia-Germania 4-3.
Sempre nei giorni scorsi, a Rivista Undici, Infantino aveva raccontato il suo tifo azzurro, ricordando il primo mondiale di cui avesse memoria: “Quello di Paolo Rossi, Paolo Rossi, Paolo Rossi. Tre gol al Brasile, il Vecio Bearzot che costruisce il capolavoro, l’Italia Campione del Mondo in Spagna nel 1982. Io, in Svizzera, orgoglioso con la maglia azzurra addosso”. E poi, alla domanda sul fatto che il presidente FIFA non dovrebbe tifare: “A parte che avevo dodici anni… Detto questo, una persona diventa presidente della FIFA, cioè del governo mondiale del calcio, senza aver conosciuto prima la passione per questo sport? Senza aver sentito il cuore battere durante le partite? Senza essere stato travolto nel profondo dall’amore che genera il pallone? Ma dai, siamo seri. Si può tifare e rimanere imparziali allo stesso tempo, è normale. Tanto per dire: da quando sono presidente, non ho mai visto l’Italia disputare un Mondiale”.
Dichiarazioni che confermano l’amore azzurro di Infantino, su cui non ci sono dubbi. Resta una battuta uscita decisamente male e, anche per il ruolo ricoperto, quantomeno inopportuna.






