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Jaissle fu sondato dal Milan: "Guardavo molte più partite. Kessié? Può giocare ad alto livello"

Jaissle fu sondato dal Milan: "Guardavo molte più partite. Kessié? Può giocare ad alto livello"TUTTO mercato WEB
© foto di Andrea Losapio
Alessio Del Lungo
venerdì 8 maggio 2026, 11:24Serie A
Alessio Del Lungo

Matthias Jaissle ha nel suo palmares una Supercoppa Saudita e soprattutto 2 AFC Champions League, conquistate con l'Al Ahli. L'allenatore si è raccontato ai microfoni di SportMediaset, parlando così del dibattito tra giochisti e risultatisti: "Come nella vita, anche nel calcio è sbagliato vedere le cose solo bianche o nere. Un allenatore deve avere tutti gli strumenti in tasca e utilizzarli nel momento giusto. Ci sono situazioni in cui devi difenderti col blocco basso, altre in cui devi adattarti in base a rosa, avversario e partita. Non c’è un modo giusto e uno sbagliato: l’importante è avere successo. Certo, anche divertire gli spettatori, ma alla fine loro sono contenti quando vincono i trofei. Indipendentemente da come ha giocato la squadra".

Che impressione le ha fatto Retegui?
"Quando lessi del suo trasferimento in Arabia, mi sono detto: grande scelta da parte dei nostri rivali. Ero sicuro che avrebbe segnato tanti gol qui (19 in 31 gare prima dell’infortunio, ndr). Affrontarlo è sempre molto difficile, anche se la nostra difesa è riuscita a rendergli la vita complicata".

Con quale allenatore andrebbe a cena?
"Direi Pep Guardiola, ma forse entrambi non avremmo tempo! Ne osservo tanti con ammirazione, non per copiarli, ma per prendere spunto sui dettagli. Penso a Kompany e Luis Enrique. Seguo anche la Serie A, mi incuriosisce ciò che fa il Como: lo abbiamo sfidato nella preseason ed è stato davvero interessante".

Quale tra i giocatori che ha allenato sarebbe adatto al calcio italiano?
"Difficile dirlo…posso dire un calciatore che si adatterebbe ad ogni contesto: Benjamin Sesko. L'ho allenato dall’Under 18 al Liefering, fino al Salisburgo. Ha un grande potenziale e lo sta già dimostrando al Manchester United. Ha tutto ciò che serve a un attaccante di alto livello".

Se Kessie tornasse in Italia o in Europa sarebbe pronto?
"Certo, il presidente! È un top player, ha fatto bene qui all’Al Ahli, ha una grandissima professionalità. Se tornasse in Europa potrebbe giocare ancora ad alto livello e in società importanti".

Il Milan l'ha cercata davvero?
"Come posso rispondere… Diciamo che all’epoca guardavo molte più partite del Milan e osservavo molto attentamente i giocatori rossoneri! Il Milan è un club fantastico e negli anni successivi fu davvero bello affrontarlo, in un’atmosfera incredibile come quella di San Siro. Prima di Milan-Salisburgo, i tifosi erano pazzeschi e cantavano ‘Pioli is on fire’. Dissi a Pioli che aveva un grande privilegio a potersi godere quella situazione in ogni partita. Fu impressionante".

Allenerebbe in Serie A?
"Non ho mai un obiettivo o un sogno preciso riguardo alla squadra che vorrei allenare in seguito, non puoi pianificare nulla nel calcio. Ma ovviamente seguo molto la Serie A, guardo i big match e mi ispira vedere allenatori e squadre diverse. E c’è sempre una possibilità di tornare in Europa in futuro e allenare nei top 5 campionati".

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