Juventus, scatta l’allarme esuberi: per Koopmeiners e David servono offerte precise
La Juventus si avvicina alla chiusura della stagione con lo sguardo rivolto ai nuovi parametri federali e alla Football Earning Rule. Sebbene il rapporto tra costo del lavoro e ricavi sia in linea con la soglia del 70%, il potenziale sforamento nel triennio 2022-2025 porterà a un confronto con l'UEFA a giugno per definire un settlement agreement. Secondo la relazione di fine anno, gli effetti economici dovrebbero essere contenuti, ma le restrizioni potrebbero colpire la costruzione della rosa in estate. La dirigenza bianconera dovrà bilanciare quindi i conti con l'esigenza di non indebolire l'organico di Spalletti.
Rebus uscite
La vera sfida per l'AD Comolli, Chiellini e Ottolini riguarda i "pesi" a bilancio di alcuni elementi della rosa. Il caso di Koopmeiners è emblematico: l'olandese, pur giocando poco, non può essere ceduto a meno di 30 milioni per evitare una minusvalenza. Situazione simile per Jonathan David, entrato a bilancio per 12 milioni tra premi e commissioni, la cui vendita immediata genererebbe un guadagno contabile quasi nullo. Preoccupa anche Cabal, costato 12,4 milioni e destinato a partire, mentre per Zhegrova servirebbe una proposta da almeno 12-13 milioni.
Openda e il rientro dei prestiti
Lois Openda è invece un grattacapo. Scattato l'obbligo di riscatto a 40 milioni, l'idea è di ricollocarlo in prestito per congelarne l'ammortamento annuo da 10 milioni, spostando il costo in avanti e sperando in una rivalutazione. E poi ci saranno i rientri dai prestiti, primo tra tutti Nico Gonzalez, asset dal valore di 30 milioni. Anche la posizione di Milik è stata stabilizzata: il prolungamento fino al 2027 ha permesso di spalmare l'ingaggio, rendendo la sua permanenza contabilmente più sostenibile rispetto a una risoluzione contrattuale che, a fine 2025, avrebbe pesato ancora sensibilmente sulle casse bianconere.











