Lazio, Coppa Italia e derby prima di parlare di futuro: Sarri può dire addio
Due sfide cruciali prima di definire quello che sarà il futuro. La prossima settimana la Lazio giocherà due partita che daranno una forma diversa a una stagione complicatissima. Dopo l'eliminazione dall'Europa, l'annata era partita con il ritorno di Maurizio Sarri che aveva riacceso l'entusiasmo della piazza. Poi è stata una valanga continua: prima il blocco del mercato, poi gli infortuni a raffica e le tre sconfitte nelle prime quattro partite che hanno complicato non poco il cammino biancoceleste. Da quel momento però è iniziato il lavoro di Maurizio Sarri, che è riuscito a dare un'identità di gioco e una solidità difensiva a un gruppo che si è compattato intorno al suo allenatore. Il tutto ha portato la Lazio a quattro punti dall'Europa e soprattutto a una finale di Coppa Italia che a Formello mancava da sette anni.
Lazio, il futuro dopo il derby
Il primo dei due confronti con l'Inter sarà una pura formalità, anche se Sarri non vuole cali di tensione. L'appuntamento che conta è quello che si giocherà tra sei giorni in una finale che vedrà oltre 60 mila spettatori riempire un Olimpico già completamente esaurito. Poi ci sarà il derby, in attesa di sapere se verrà confermato l'orario delle 12.30 previsto per domenica 17 o se la stracittadina verrà spostata a lunedì 18 o mercoledì 20. Da quel momento ogni giorno sarà buono per l'incontro tra Sarri e la società, dove si capirà il futuro biancoceleste. Il Comandante vuole avere risposte, vuole capire se potrà fare affidamento su questo gruppo e se potrà avere voce in capitolo almeno sulle strategie del mercato. Se dovesse verificarsi lo stesso scenario visto a gennaio, dalle cessioni di Guendouzi e Castellanos agli arrivi di Ratkov e Maldini, allora si cercherà una soluzione per uscire dal contratto. Un protagonista inatteso potrebbe essere Aurelio De Laurentiis, che rischia di perdere Antonio Conte in caso di chiamata dal nuovo corso in FIGC. A quel punto Sarri sarebbe in pole per sostituire il tecnico azzurro e tornare al Maradona. Un secondo ritorno in un anno, ma con ambizioni completamente diverse.











