Lukaku, sostegno e rabbia. Perché il derby d'Italia può essere la (tanto attesa) svolta per Big Rom
Un'ondata di sostegno investe Romelu Lukaku. Che, a qualcuno sembrerà uno scherzo, non riceverà sconti dalla giustizia sportiva. Il precedente Lookman citato da Inzaghi non esiste - l'ammonizione all'attaccante della Dea non fu mai tolta - e regolamento alla mano il secondo cartellino giallo sventolato da Massa è stato ineccepibile. Certo, i regolamenti vanno interpretati, specie nella gestione di una gara così delicata, ma questo attiene alle valutazioni che i vertici dell'AIA fanno dell'operato dell'operato del fischietto di Imperia, che per la cronaca risultano tutte positive. Romelu salterà il ritorno con la Juve, nessun dubbio. Le emozioni dell'andata, però, potrebbero anche risvegliare la bestia che dorme. Almeno, è quello che sperano alla Pinetina.
Rabbia e Big Rom. Del sostegno si è detto, è stato pressoché unanime, dai compagni agli avversari alle istituzioni. A prescindere dall'espulsione, sarebbe stato strano il contrario. La rabbia in corpo resta, certificata da quell'intervento da cartellino arancione su Gatti. Per la cronaca, anche quel giallo, criticato da molti tifosi juventini, è stato giudicato corretto da parte di Rocchi. Lo stato d'animo di Lukaku è quello che si può immaginare: un campione stretto nei numeri di un attaccante da sei gol in una stagione, troppo pochi. L'infortunio ormai non è più una scusa valida: Lukaku è tornato a pieno regime da più di tre mesi. La forma fisica, idem: dopo il gol al Porto, la vantava lui stesso in un'inconsapevole diretta tv. Sembra più un problema di testa, di abitudine al gol, di dubbi che s'affastellano nella mente e di incertezza sul futuro, che il belga vorrebbe essere a Milano mentre Inter e Chelsea non sembrano decidersi nemmeno a discuterne seriamente. Ecco perché una serata vissuta a mille nonostante i pochi minuti a disposizione può cambiare una stagione. È la miccia che serviva? In casa Inter se lo augurano tutti, da Simone Inzaghi in giù.






