Malagò: "Mondiale, ha vinto la migliore di tutte. Sul caso Balogun passato il segno"
Nel corso dell’intervista rilasciata oggi, Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio, ha commentato anche il Mondiale concluso ieri sera in New Jersey: “Mi sembra che abbiano giocato la finale quelle che erano sulla carta le migliori squadre del torneo. Ha vinto chi ha strameritato per quanto fatto vedere durante tutta la gara: da subito la Spagna ha provato a fare molto di più. Poi, per la bellezza del calcio e del fato, quando sembrava che l’Argentina fosse stremata, ha avuto due nitide palle gol”.
Tra I temi, le tante novità commerciali come hydration break o half time show da quasi mezz’ora di durata: “Sono cose innovative, coraggiose, discutibili, hanno aperto il dibattito urbi et orbi. Alcune cose, tipo l’hydration break, partono da un presupposto sacrosanto viste le temperature: è chiaro che c’è una strumentalizzazione per far passare questi spot che poi sono un pezzo fondamentale nella dinamica dei ricavi record che sono stati fatti. Penso che, al di là dei puristi, a chi ha i diritti non dispiacciano questi spazi. Idem l’intervallo così lungo: ha dato l’opportunità di vedere uno spettacolo che noi normalmente non vediamo, e poi c’è l’aspetto di montare e smontare un palco dove si sono esibiti i più grandi del mondo. È lo show business dell’America, né più né meno di quello che accade durante le finali delle grandi leghe professionistiche come hockey, baseball e football americano con il Super Bowl”.
Giudizio più netto sul caso Balogun: “Beh, lì si è passato il segno. C’è sempre un confine: io in tanti anni di CONI e di CIO conosco bene la Carta Olimpica. È chiarissima sotto il profilo dell’autonomia. Poi non viviamo nella montagna del sapone e sappiamo benissimo che ci possono essere elementi di elasticità. Lo sport senza la politica non riesce a fare il suo lavoro, e la politica allo stesso tempo sa che il suo ruolo è fondamentale. Se lo prevarica, finiamo in fuorigioco”.






