Malagò ricorda Pizzul: "Grande tristezza. Figura leggendaria del mondo dello sport"
Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, a margine della conferenza stampa per il 'One year to go' per le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, ha commentato la scomparsa di Bruno Pizzul, morto oggi all'età di 86 anni: "È una grande tristezza, poi anche qui scattano le generazioni e non so se un ragazzo di 20 anni lo conosceva se non di nome e per la sua storia. Ma ognuno di noi si ricorda qualcosa, non è solo una voce ma una figura direi leggendaria del mondo dello sport. Un abbraccio alla famiglia, era un ricordo doveroso".
La vita giornalistica di Bruno Pizzul.
Dopo essersi laureato in giurisprudenza entrò in Rai nel '69 e la pima partita che commentò fu uno spareggio di Coppa Italia nel '70 tra Bologna e Juventus arrivando allo stadio di Como tra l'altro con quindici minuti di ritardo. Prima di diventare un telecronista apprezzatissimo, si era fatto progressivamente conoscere al mondo calcistico anche per la conduzione di Sport Sera, programma quotidiano su Raidue e anche per i servizi e poi anche per la conduzione di Domenica Sprint, sempre su Raidue.
Dall'86, dai mondiali in Messico, divenne telecronista della Nazionale in seguito ad un malore di Nando Martellini che fu costretto a far ritorno in Italia. E' stato telecronista "in solitaria", ma ha anche vissuto la nascita dell'era della telecronaca a due voci. Tra i suoi partner al microfono Sandro Mazzola, Aldo Agroppi, Eraldo Pecci. Sono stati cinque i mondiali che ha raccontato per la Rai fino al 2002 (non ha avuto la gioia di raccontare la vittoria dell'Italia campione del mondo). E' stato il cantore di tanti successi europei delle squadre italiane: il Milan in Coppa Coppe nel '73 ma anche la Lazio nel '99 nella stessa competizione, poi la Coppa Uefa vinta dal Parma sempre nel '99. Fu anche il commentatore della tragica notte dell'Heysel, nell'85.






