Messina nuovo direttore tecnico dell'AIA: "Figura nuova, l'obiettivo è la qualità"
Nel corso della conferenza stampa dell’Associazione Italiana Arbitri per la presentazione dei nuovi Organi Tecnici Nazionali ha preso la parola il nuovo direttore tecnico dell’AIA Domenico Messina: “Io parto innanzitutto dal ringraziare l’ex presidente Gravina che per primo ha avuto l’idea di contattarmi, io stavo benissimo in un paese non semplice come la Serbia. Non avevo intenzione di tornare, poi il richiamo della patria è stato molto forte e parlandone successivamente all’elezione col presidente Malagò mi è sembrato giusto iniziare un progetto nuovo.
Il direttore tecnico non è mai esistito, è un libro bianco da scrivere giorno dopo giorno. Abbiamo seguito linee guida semplici e nette, l’obiettivo principale è la qualità e a questa abbiamo aggiunto il futuro. Abbiamo scelto elementi con un trascorso di un certo livello per trasmettere alle nuove generazioni quella qualità. Poi abbiamo il dovere di pensare al futuro e per questo dobbiamo inserire persone che possano garantire il futuro. Abbiamo effettuato un discreto ricambio, ben 34 persone sono nuove e le abbiamo pescate nei Comitati Regionali, con persone che avevano un curriculum ma erano state accantonate per vari motivi”.
Quanto può aver dato fastidio l’atteggiamento di Trump e i riferimenti al passato dell’arbitro brasiliano?
“Personalmente non mi sono sentito infastidito, conosco l’arbitro per la sua fama internazionale. Non so a quali pregressi potesse riferirsi chi ha citato questi pregressi. Posso parlare per me stesso e dire che non mi ha infastidito. Sul discorso personale di eventuali pregressi e situazioni credo che in quest’AIA ci siano oggi persone pulite e trasparenti, che sono al di sopra di ogni sospetto. Credo sia un problema che non ci tange, chi fa allusioni ha il dovere di dimostrarle perché è facile gettare fango e poi non risponderne. Giuro che non ho visto il fallo di Balogun, vedendo quell’istantanea che ho potuto vedere sulla stampa è un’espulsione, ma poi le situazioni di campo vanno viste in dinamica”.
Qual è il punto fermo dal quale partire?
“Una linea tecnica comune. Ci riuniremo nei prossimi giorni, il 22 luglio sarò a Nyon alla UEFA dove ci sarà una riunione con le cinque Federazioni più importanti d’Europa per capire le linee guida di applicazione delle nuove regole. Sulla base di questo tracceremo delle linee guida tecniche e faremo in modo che gli arbitri parlino la stessa lingua dalla Serie A all’ultimo arbitro del settore giovanile. Non è negoziabile l’indipendenza di giudizio degli arbitri e il rispetto che tutti devono avere per gli arbitri, gli arbitri devono avere rispetto per il calcio e le istituzioni. Non chiediamo però di non essere criticati, la critica fa parte del gioco e rientra nei compiti istituzionali. Ciò che chiediamo è rispetto, la mancanza di educazione e rispetto non è negoziabile”.






