Milan su Rangnick, Garics: "Idee limitanti come tecnico, meglio da dirigente"
Alla Libreria Feltrinelli a Padova si è tenuta la presentazione del libro "I 98 eroi dell'Austria" (scritto da Raffaele Campo), che racconta dei protagonisti del mondo del calcio austriaco passati dall'Italia. Fra di essi c'è Gyorgy Garics, che nel corso dell'intervista rilasciata a margine a TuttoMercatoWeb.com (leggi qui le sue parole) ha parlato anche di Rangnick (ct dell'Austria) e Alaba, che potrebbero venire in Italia nella prossima stagione.
Il Milan vuole Ralf Rangnick come direttore tecnico. Lo vedresti bene in Italia dopo il lavoro fatto con l'Austria?
"Non sono un grande estimatore di Rangnick come allenatore, per cui lo vedo meglio come dirigente, sì. Per quello che ha fatto con la Red Bull, la sua filosofia, la metodologia che ha. Poi non è il mio modo di vedere il calcio, perché alcuni aspetti del suo sistema e di quello di tanti allenatori di oggi sono secondo me limitanti per certi versi, un sistema nel quale premia avere determinate caratteristiche. Sicuramente lo vedrei più come dirigente. Con l'Austria ha fatto bene anche perché da ct devi soprattutto gestire".
David Alaba si libera a parametro zero e sembra sia stato offerto a Juventus, Inter e Milan. Potrebbe ancora dire la sua da noi?
"David è un amico, abbiamo giocato assieme e ci siamo sentiti anche pochi giorni fa. Che posso dire? Ha fatto un percorso incredibile. È capitato nel posto giusto al momento giusto e ha fatto una carriera fantastica. Tutti quegli anni fra Bayern Monaco e Real Madrid non li fai se non hai le qualità di un campione. Al di fuori delle qualità calcistiche lui in spogliatoio porta le sue qualità umane. Servono nel mondo del calcio di oggi e potrebbe far bene alle squadre italiane. A me farebbe piacere se venisse qua, ha ancora tanto da dare con l'esperienza che ha".
Nel libro parli di qualche retroscena di mercato-
"Due anni prima di firmare con il Napoli potevo firmare con il Chievo, ma preferii aspettare di essere pronto. Quando firmai per il Napoli c'era anche il Torino su di me. Poi Mourinho mi seguiva da tempo e mi voleva all'Inter: non fosse andato al Real Madrid, sarei diventato nerazzurro. Avevo fatto un bel campionato e in squadra con me c'era Costinha. Lui mi diceva sempre che Mou mi voleva e la dirigenza poi mi diede conferma che se fosse rimasto sarei andato all'Inter".
Hai incrociato Savicevic al Rapid Vienna: che ricordo hai di lui?
"Purtroppo non mai giocato con lui in partita, ma ho avuto l'onore di allenarmi qualche volta con lui essendo io in Primavera. Mai visto una cosa del genere. Gli potevi tirare una fucilata, lui la stoppava come se gliel'avessi passata con le mani. Lo chiamavano il Genio, non a caso. Spesso ci fermavamo a guardarlo dopo i nostri allenameni per vederlo allenarsi o giocare, perché era semplicemente magico".











