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Napoli-Legia 3-0, le pagelle: Osimhen è impossibile da fermare. Miszta, miracoli ed errori

Napoli-Legia 3-0, le pagelle: Osimhen è impossibile da fermare. Miszta, miracoli ed erroriTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
venerdì 22 ottobre 2021 06:38Serie A
di Marco Conterio

Napoli-Legia Varsavia 3-0

Le pagelle del Napoli (di Marco Conterio)

Meret 6 Un'uscita da brividi ma poi amministrazione del condominio azzurro fatta più d'indicazioni, posizione e attenzione che di interventi a cui i polacchi non lo costringono mai.

Di Lorenzo 6 Il Legia è ben poca cosa su quelle mattonelle, che utilizza come blocchi di partenza per andare a supportare Lozano in fase d'offesa. Più contenuto e ordinato nel secondo tempo.

Manolas 6.5 Deve tenere a bada Muci e nel primo tempo, alettoni spalancati e braccia larghe, non gli concede neppure un centimetro. Nella ripresa non cambia lato al nastro e la musica resta la stessa ma con una nota stonata: l'infortunio. (dal 72' Politano 7 Entra e incide, subito: dopo quattro minuti, l'assist al bacio per il capolavoro di Insigne. Al novantacinquesimo, la gioia personale col gol).

Koulibaly 7 Il Legia lo evita e piuttosto che puntarlo, e già questo racconta l'aura che lo accompagna. Si concede pure delle sortite palla al piede, in fase di ripartenza, in confidenza, da leader maximo.

Juan Jesus 6.5 Prima dal primo minuto per il brasiliano, pretoriano di Spalletti. Gioca e amministra la partita, ha il piede educato per permettersi anche delle prime partenze, da terzino a braccetto mancino senza difficoltà d'adattamento.

Anguissa 6.5 Fisico e talento non sembrano appartenere allo stesso giocatore: lo vedi e pensi al marcantonio tutto muscoli e poca tecnica. Invece ha intelligenza, strappi, tocco. Poi Spalletti lo toglie per preservarlo per il campionato. (dal 57' Fabian 6 Il suo ingresso cambia anche tatticamente il Napoli, che con lui e Demme va a due mediani frangiflutti e d'impostazione)

Demme 6 Torna a giocare dall'inizio ma rispetto a Fabian ha meno passo, meno geometrie e pure meno intensità. Nessuna sbavatura e nessun inciampo: tanto martello e tanta intensità, quanto basta col Legia.

Elmas 6.5 Qualche incursione a spron battuto, tanta interdizione per impedire al Legia di tentare sortite avanzate e contropiedi. Spalletti lo ha fatto crescere ancora e nella ripresa lo mette a fare il fludificante sulla sinistra. Benissimo.

Lozano 6 Una premonizione: stanotte, Nawrocki lo sognerà. A occhi aperti invece lo punta e lo ubriaca spesso senza grandi patemi. Un paio di diagonali neutralizzati da Miszta. (dal 57' Osimhen 7.5 Entra e stravolge verso l'alto l'indice di pericolosità azzurro: di testa, a campo aperto, sullo stretto. In forma olimpica: un gol annullato su pallonetto, una grande rete sul primo di velocità e forza)

Mertens 6 In campo dal primo ed è già una bella notizia per Napoli e per Spalletti. Inizia fortissimo, col meglio del repertorio della casa. Nella ripresa arriva mezzo secondo in ritardo su un pallone solo da spingere in rete. (dal 72' Petagna 6 Il suo ingresso costringe il Legia a raddoppiare le attenzioni in mezzo all'area, scordando Insigne e Osimhen. Tatticamente preziosissimo)

Insigne 7.5 Spalletti gli ha consegnato le chiavi delle fortune del Napoli e se non ha la 10 è solo perché si scherza solo coi fanti. Segna un gol che è un capolavoro d'ingegno, intuito, tecnica, precisione. Poi, l'assist al bacio per Osimhen e l'uscita con abbraccio col suo nuovo mentore. (dall'82' Rrahmani sv)

Luciano Spalletti 7.5 Sceglie un Napoli e in corsa lo cambia due volte. Sono le mosse che stravolgono la partita e non dipende solo dalle giocate delle sue stelle. Sa come toccare le corde tattiche della sua squadra e come incidere. Il massimo, per un allenatore.

Le pagelle del Legia Varsavia (di Pierpaolo Matrone)

Miszta 6 - Classe 2001, dimostra una volta in più di essere un bel prospetto. Due parate significative in mezzora per tenere a galla il Legia. Anche nella ripresa è miracoloso col piede. Poi è costretto ad arrendersi ad un quarto d'ora dalla fine e non è impeccabile su gol di Osimhen.

Jędrzejczyk 6 - Coraggioso, a dir poco. Non si risparmia mai, va su ogni pallone, rischiando spesso anche di farsi male. E riesce anche a leggere prima le situazioni. Quando entra Osimhen, va in difficoltà. Ma solo allora.

Wieteska 5 - Perde qualche pallone banale ed entra un paio di volte in maniera scomposta. E' l'anello debole della difesa stasera.

Nawrocki 5 - Comincia bene, con un paio di buoni interventi, poi comincia ad andare nel panico e sbaglia anche le cose più semplici.

Johansson 5,5 - Fin dall'inizio non è facile contro Insigne, ma si fa ancor più dura quando dal suo lato combinano in due con Mertens e lui viene messo in mezzo.

Josué 5,5 - Viene inserito nella batteria dei mediani, ma fa più fatica dei compagni a contenere gli avversari e intuirne le trame.

André Martins 6 - Sempre bravo nel posizionamento. Lavora bene a schermare i passaggi tra le linee e soprattutto Mertens, mantenendo lucidità quasi fino alla fine.

Luquinhas 6 - Tra i più attivi nel primo tempo, prova a suportare Rafael Lopes e Muçi, cercando di svolgere anche la mansione difensiva consegnatagli da Michniewicz. Dal 71' Kastrati s.v.

Mladenovic 6 - Spalletti lo ricorderà per la doppietta che gli segnò contro in un BATE-Roma, stasera invece è autore di una prova diligente a bloccare le folate azzurre.

Rafael Lopes 5 - Viene beccato più di una volta in fuorigioco e non riesce mai a farsi trovare smarcato quando il Legia mette il naso in avanti. Dal 59' Slisz 5,5 - Viene inserito per dare maggiore intensità davanti alla difesa ma viene sovrastato dalla qualità del Napoli.

Muçi 6 - Galleggia bene tra le linee, ha struttura fisica e la fa vale. E' tra i più attivi ma è una partita di sacrificio in mezzo a Manolas e Koulibaly e con i compagni tutti dietro. Dal 72' Emreli 6 - Entra e colpisce subito un palo, dimostrando di essere lui l'uomo più pericoloso su cui può contare Michniewicz.

Czesław Michniewicz 5,5 - Il piano-gara è chiaro e gli indizi erano arrivati già in conferenza stampa: 5-3-1-1 con baricentro basso per non concedere la profondità densità davanti alla difesa per negare le imbucate. Ripartendo, quando si può, ma senza sforzarsi troppo. Quasi funziona, poi a un quarto d'ora dalla fine cade.

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