Quando Cardinale chiese a Maldini di vincere la Champions. Cos'è successo dal suo addio
L'addio di Paolo Maldini è stato individuato come punto di non ritorno del Milan di RedBird. Un processo di "demilanizzazione" che oltre a portare preoccupazione e disaffezione da parte dei tifosi, non ha nemmeno portato ai risultati sperati. La fallimentare stagione 2025/26 ha portato la proprietà del club a fare tabula rasa: via Allegri, Tare, Furlani e Moncada. Proprio questi ultimi due hanno avuto in questi anni l'onore e l'onere di prendere il posto di Maldini nelle decisioni di mercato. Con risultati assolutamente discutibili.
A rileggere le dichiarazioni della storica bandiera del club, datate dicembre 2023, c'è da riflettere: "Ci sono persone che sono di passaggio in istituzioni come il Milan e che non hanno un reale rispetto della sua identità e della sua storia" furono le sue parole piene di amarezza, alle quali aggiunse: "Io credo che bisognerebbe tenersi stretto chi è portatore di ideali e orienta il proprio lavoro per salvaguardarne valori e identità".
"È stata una decisione storica quella di lasciarlo andare, per quello che ha significato per il club e per la sua autorevolezza. Ma se volevamo realizzare la visione che Gerry aveva per il club dovevamo cambiare e andare avanti" dichiarò Giorgio Furlani alla prestigiosa Harvard Business School, in merito all'allontanamento di Paolo Maldini.
La visione di Cardinale e le manovre di Furlani e Moncada hanno portato a un quarto posto grazie alla penalità inflitta alla Juventus; un secondo posto; infine l'8° e 5° posto delle ultime due edizioni. In Champions una semifinale e poi solo delusioni. E pensare che, per parola di Maldini, Cardinale gli aveva chiesto di vincere la Champions.
La costruzione della squadra, poi: via giocatori destinati a diventare bandiere come Tonali, trading player compulsivo, allenatori diversi con filosofie diverse che si sono alternati: Pioli, Fonseca, Conceiçao, Allegri. L'innesto di Igli Tare come direttore sportivo avrebbe dovuto quest'anno colmare una lacuna, quella dell'assenza di una figura di raccordo tra la squadra, l'ad e il proprietario. Non si sono visti risultati, non si è vista un'identità. E la stagione 2026/27 sarà un'altra stagione zero.
Zvonimir Boban, in un'intervista di un anno fa, ebbe parole nette nei confronti di Giorgio Furlani: "Non sa fare calcio, quali competenze ha Giorgio Furlani per fare calcio? Ed è normale. Dovrebbe circondarsi di persone che capiscono di calcio. Uno che ha capito tanto l’ha mandato via. Anche lui avrebbe dovuto porsi domande, capire cos’è il bene del Milan e che Maldini e Massara erano un bene del Milan". Il croato salutò prima di Maldini e in questo caso fu allontanato da Elliott. La sua paura era che il Milan iniziasse con l'era americana un processo di demilanizzazione. La speranza è che RedBird ora riconsideri una credibile figura milanista per rilanciare il club.











