Rinnovare senza rivoluzionare: le mosse dell'Inter e di Chivu per restare in cima
Ore di vertice in sede e dialoghi costanti anche al telefono. Da una parte la dirigenza, dall'altra l'allenatore capace di riportare in Viale della Liberazione la doppietta Scudetto e Coppa Italia. Oggi l'Inter sta già pensando all'anno che verrà. Tutto passa dal mercato, rovente quasi quanto le strade asfaltate di Milano in questo fine maggio. Rinnovare senza rivoluzionare, questo lo slogan dei campioni d'Italia per rimanere al vertice della Serie A e confermarsi al vertice della classifica. Il punto di partenza è una lista di addii quasi inevitabili. Yann Sommer, Francesco Acerbi e Matteo Darmian hanno i contratti in scadenza e, considerata l'età, sono destinati all'addio. Stefan de Vrij potrebbe invece restare, ma anche il suo destino scricchiola.
Con a difesa da puntellare c'è già una lista dei nomi che potrebbero vestire la maglia dei campioni d'Italia: Muharemovic del Sassuolo, Solet dall'Udinese, oppure l'occasione Ndicka dalla Roma. Condizionale d'obbligo però, soprattutto in questa fase. A centrocampo la vera partita in uscita, però, riguarda Davide Frattesi: la terza sessione di mercato consecutiva in cui il suo nome circola con insistenza potrebbe finalmente essere quella definitiva. E Stankovic? Tutto tace al momento, ma le valutazioni sul figlio di Dejan vengono portate avanti. Rimane poi il rebus della porta, non facile da risolvere, anche se non preoccupa. La posizione di Sommer è da valutare, Josep Martinez scalpita, ma qualche idea ulteriore per i pali viene comunque portata avanti.
L'estate 2026 dell'Inter non sarà una rivoluzione, ma nemmeno un semplice ritocco. Sarà la prima sessione di mercato davvero "disegnata" da Chivu insieme alla dirigenza, la prima in cui il tecnico potrà chiedere giocatori funzionali alla sua idea di calcio. La proprietà Oaktree ha tracciato la rotta: investimenti mirati, profili giovani ma già pronti, e un'attenzione particolare all'ossatura italiana dello spogliatoio, come sottolineato dallo stesso Marotta. Se tutto andrà come pianificato, l'Inter che si presenterà ai nastri di partenza del campionato 2026–27 sarà una squadra più giovane, più atletica, e con la fame di chi sa di poter ancora ruggire più di tutti.











