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Ripartire da campioni: l'Inter di Chivu vuole il bis, dopo un anno di dominio

Ripartire da campioni: l'Inter di Chivu vuole il bis, dopo un anno di dominioTUTTO mercato WEB
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Bruno Cadelli
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Bruno Cadelli
Oggi alle 07:00Serie A

Ventuno scudetti, due trofei in una sola stagione, e un allenatore che in pochi mesi ha trasformato lo scetticismo della piazza in adorazione totale. Cristian Chivu si presenta alla seconda stagione sulla panchina dell'Inter da dominatore del calcio italiano, consacrato miglior allenatore della Serie A 2025–26 e già proiettato verso un rinnovo contrattuale fino almeno al 2028. Eppure, nel calcio, niente è mai garantito, e di certo non la conferma del titolo. I nerazzurri ai nastri di partenza del prossimo anno partiranno favoriti, con le inseguitrici Napoli, Milan, Roma e Juventus a una distanza quasi siderale.

Uno dei lasciti più preziosi della stagione appena conclusa è la costruzione di una precisa identità di gioco. Il 3-5-2 ereditato da Inzaghi è stato ampiamente metabolizzato e, in parte, personalizzato dallo stesso allenatore rumeno. Per il 2026–27, la grande sfida sarà adattare il proprio calcio alle novità che arriveranno dal mercato (perché arriveranno) e ai cambi obbligati imposti dalle uscite di qualche senatore. La possibilità di affiancare al 3-5-2 un modulo alternativo, più funzionale contro certi tipi di avversari, è tra le opzioni che Chivu sta valutando con la dirigenza nei vertici in Viale della Liberazione.

Il Napoli è la principale candidata alla sfida, ma riparte da una rivoluzione tecnica dopo l'addio di Antonio Conte, ufficializzato al termine della stagione. I partenopei avranno bisogno di tempo per assimilare le idee del nuovo allenatore (si aspetta l'ufficialità di Massimiliano Allegri) e la storia insegna che i cambi in panchina non sempre producono frutti immediati ai vertici del campionato. La Juventus, affidata a Luciano Spalletti, parte da lontano dopo una stagione deludente che l'ha esclusa persino dalla prossima Champions League, lo stesso destino toccato al Milan, anch'esso costretto a una riflessione profonda sulle proprie ambizioni. Il Como, fresco di prima storica qualificazione in Champions League è un outsider e occhio anche alle ambizioni della Roma. Non abbastanza comunque per disturbare il sonno di Marotta. Per l'Inter, il rischio più grande non viene dall'esterno, ma dall'interno. Difendere un titolo significa gestire le aspettative crescenti, l'inevitabile calo di tensione psicologica post-trionfo e le sirene del mercato che si abbattono sempre sui campioni. Vincere è difficile, ripetersi è straordinario. Toccherà a Chivu scrivere un'altra pagina di storia.

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