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Rivera ricorda Mazzola: "Eravamo divisi solo dal derby. Il dualismo? Un po' gonfiato"

Rivera ricorda Mazzola: "Eravamo divisi solo dal derby. Il dualismo? Un po' gonfiato" TUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Alessandra Stefanelli
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Alessandra Stefanelli
Oggi alle 08:33Serie A
Gianni Rivera ricorda Sandro Mazzola: dalla rivalità tra Milan e Inter alla Nazionale, fino alla celebre staffetta di Messico '70.

Una rivalità diventata uno dei simboli del calcio italiano, ma anche un rapporto di profonda stima e amicizia. Gianni Rivera, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha ricordato con commozione Sandro Mazzola. "Un grandissimo giocatore, un campione e un amico. Eravamo divisi solo dal derby. Era giusto così: io Milan, lui Inter. Abbiamo vinto tanto, lui da una parte, io dall'altra. Coppe, scudetti, trofei, classifiche dei cannonieri. Era la nostra Milano".

Il primo derby e quel gol dopo pochi secondi

Tra i ricordi più nitidi di Rivera c'è il primo derby giocato contro Mazzola. "Sandro al suo esordio in un Milan-Inter segnò subito. Pochi secondi, hanno poi scritto 13. Comunque il primo minuto, scambio in velocità con Corso. Per fortuna poi ha segnato Dino Sani e abbiamo fatto uno a uno". Era il 1963, un anno speciale per entrambi: "Io ho vinto la Coppa dei Campioni, Sandro lo scudetto. Quell'anno abbiamo giocato anche la prima partita in Nazionale assieme, a San Siro contro il Brasile". Proprio in quella sfida Mazzola segnò su rigore. E fu Rivera a cedergli il pallone: "Ero il rigorista designato, gli ho dato il pallone e gli ho detto: 'Dai, tira tu'. Ha tirato e segnato".

"Il dualismo Rivera-Mazzola fu un po' gonfiato"

La contrapposizione tra i due fu una delle grandi narrazioni del calcio italiano degli anni Sessanta e Settanta. Rivera, però, ridimensiona quella rivalità. "Il dualismo è stato, diciamo, un po' gonfiato. Una manciata di pepe sulla rivalità calcistica. Ha fatto gioco un po' a tutti. Anche a noi". Diversi per caratteristiche e maglia, ma perfettamente compatibili secondo il Golden Boy. "Avevamo caratteristiche talmente diverse che potevamo benissimo stare in campo insieme".

La staffetta di Messico '70: "Non l'abbiamo mai capita"

Inevitabile tornare alla celebre staffetta tra Rivera e Mazzola ai Mondiali del 1970.
"Solo a Messico '70. Prima e dopo, io e Sandro avevamo sempre giocato assieme. Non so perché in Messico no. Io non l'ho mai capito, Mazzola pure".
Rivera racconta come quella scelta di Ferruccio Valcareggi sia rimasta difficile da spiegare anche con il passare degli anni.
"Abbiamo giocato insieme i Mondiali precedenti e quelli successivi, in Messico pare che non fosse proprio possibile". Nella semifinale vinta 4-3 contro la Germania arrivò un'altra staffetta, mentre nella finale contro il Brasile Rivera entrò soltanto nel finale.
"Contro il Brasile sono entrato al posto di Boninsegna nel finale e, se non ricordo male, loro erano già sul 3-1. Poi, subito dopo, il quarto gol".

"Sandro mi stimava e io stimavo lui"

Dietro la rivalità sportiva c'era però un rapporto rimasto vivo anche molti anni dopo il ritiro. "Sandro mi stimava. Io pure. Ci volevamo bene e ci siamo sempre sentiti, anche negli ultimi tempi. Messaggi telefonici, parlavamo di tutto. Abbiamo tanti ricordi". Rivera ricorda anche il ruolo svolto insieme fuori dal campo. Mazzola e Rivera furono infatti tra i protagonisti della nascita dell'Associazione Italiana Calciatori. "Abbiamo contribuito a cambiare il calcio italiano fuori dal campo. Insieme abbiamo partecipato alla fondazione dell'Associazione italiana calciatori e preparato il terreno per migliorare la categoria".

"Abbiamo vissuto insieme gli anni più belli"

Rivera ricorda infine la battaglia sindacale iniziata nel 1968 insieme a Sergio Campana e ad altri grandi protagonisti dell'epoca. "Noi stavamo bene, eravamo coperti da buoni ingaggi. L'abbiamo fatto per gli altri e abbiamo dato voce alle rivendicazioni di tanti ragazzi". Poi l'ultimo pensiero per il vecchio amico e rivale: "Insieme abbiamo vissuto i periodi più belli della nostra vita da calciatori. Speriamo che San Siro ricordi con affetto i nostri derby".

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