Solo due gol in stagione, zero in Europa League. Abraham deve tornare a trascinare la Roma
Qual è il vero Tammy Abraham? Quello della stagione scorsa, attaccante prolifico e difficile da fermare per chiunque, oppure l'ombra di se stesso di questa, con soli due gol all'attivo in undici presenze, gran parte delle quali dal primo minuto? Forse è solo questione di momenti - e di mira - perché le occasioni ci sono state, al netto del modo di giocare della Roma, differente rispetto a un anno fa. Eppure con ottimi ispiratori come Dybala, Zaniolo o Pellegrini, dovrebbe essere ancora più facile trovare la rete. Invece la situazione appare molto differente.
L'astinenza porta anche a qualche problema di troppo in Europa League, visto che la classifica piange dopo le sconfitte contro Betis e Ludogorets. Qualche speranza di passare il turno c'è e non bisogna disperare, al netto di vincere contro i bulgari che non sarà poi così una passeggiata. Abraham è chiamato a ritrovare la vena realizzativa per trascinare una Roma che, dagli attaccanti, quest'anno ha finora avuto poco aiuto, visto che Belotti è arrivato molto tardi, quasi a chiudere la finestra trasferimenti, avendo bisogno di una preparazione apposita.
Da una parte contro il Lecce si sono visti sprazzi di miglioramenti, guadagnandosi il fallo da rigore che poi Dybala ha trasformato con freddezza per il gol vittoria. Alla ricerca del gol perduto, può diventare un assillo e un'ossessione, la cosa peggiore per un attaccante. Mourinho, stasera contro il Betis, avrà bisogno del suo attaccante principe.






