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Sconcerti: "Conte in silenzio è una prepotenza dell'Inter. Milan senza riferimenti"

TMW RADIO - Sconcerti: "Conte in silenzio è una prepotenza dell'Inter. Milan senza riferimenti"TUTTOmercatoWEB.com
martedì 18 maggio 2021 19:33Serie A
di Dimitri Conti

L'opinionista Mario Sconcerti, decano del giornalismo sportivo italiano, ha parlato nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini, iniziando dall'Atalanta e dal ciclo di Gasperini: "Questa dovrebbe essere una celebrazione per l'Atalanta, c'è la possibilità di fare la storia con la Coppa Italia ed un risultato unico come un 2° posto. In 4-5 giorni ha modo di rendere se stessa una società con una storia diversa e a Bergamo lo sanno meglio di me".

Se la Juve vince e va in Champions che succede con Pirlo?
"Questo è un mercato, in senso lato, in cui nessuno sa niente. Non credo cambierebbe nulla, ci sono stati comunque tanti errori nonostante sia stata una stagione-trappola per Pirlo. C'è una squadra da aggiornare, senza nemmeno bisogno di tanto: con due inserimenti è pronta per competere".

Dove li farebbe i due inserimenti?
"Certamente c'è bisogno di un regista. Uno vero, sveglio o è inutile avere anche Bentancur e Rabiot. Poi dovranno recuperare Dybala e far sì che Chiesa e Kulusevski crescano. Alla fine Chiesa ha fatto il solito campionato da saliscendi, questo è un momento in cui si prende in mano la realtà. Chiesa di reti ne ha segnate 8, due meno dello scorso anno. Non basta, non va bene, non hai dimostrato niente, sei qualcosa di inespresso in una squadra che cercava te e Kulusevski, 4 gol. Questi però dovevano essere valore aggiunto, gli errori nell'impostazione derivano dalla fragilità e dalla discontinuità di Morata e dalla mancanza di un regista".

Come valuta la scelta dell'Inter di non far parlare Conte?
"Una prepotenza, visto che da contratto l'allenatore parla prima e dopo le partite. Ma soprattutto mi sembra un sintomo di inquietudine da parte sia di Conte che della società, non posso credere che Conte non vada in conferenza stampa perché ha paura che gli chiedano della situazione del club... Mica è un ragazzo. Se dice di riparlarne tra un mese, ad esempio, ha già chiuso il discorso. Siccome da fuori non sappiamo niente e prendiamo spunto dai suoi atteggiamenti, il fatto che si comporti così ci disorienta ancora di più. Comunque sarà problema di pochi giorni".

Il Milan è un maratoneta stanco?
"No, non è un problema fisico. Quello, se fai buona vita e buona alimentazione, lo recuperi sempre. Il problema del calcio è riuscire a recuperare dai colpi, non dalla stanchezza. Il problema del Milan è che domenica è entrato sfinito mentalmente: aveva bisogno di fare facilmente qualcosa che in quel modo non sa fare".

Soprattutto non vincono in casa.
"Per quello servono i gol facili. I gol da 30 metri di Brahim Diaz nelle ultime partite sono abbastanza occasionali, è la manovra che porta a fare gol. Gli manca un centravanti, Ibrahimovic ha giocato metà partite poi hanno preso Mandzukic che non c'è mai stato. A volte Rebic altre, meno, Leao ma manca un vero riferimento offensivo. Ha avuto 16 rigori nell'andata, spesso il primo gol, quello che chiamo facile. Nella seconda parte no".

L'Atalanta mollerà qualcosa?
"No, perché dovrebbe mollare? Tra il 2° e il 4° posto ci sono milioni di euro di differenza pagati dalla Federazione. Quelli che sento fare sono discorsi da tifosi ma la realtà è che ci sono un sacco di soldi nel mezzo e i calciatori giocano per quello, molto più della gloria. Il calcio delle commesse tra presidenti non c'è più, oggi i giocatori parlano tra loro. Penso per esempio al problema di Firenze, e sorrido perché la stampa fiorentina non è mai stata un problema per nessuno... Il punto è che Commisso vuole essere adorato, ma questo tipo di rapporto non c'è mai stato. Prima i presidenti li addentavamo, ora vengono da fuori, portano molti più soldi e dicono che li devi amare, neanche stimare. Uno pensa: magari dovrei giudicare... Macché! Lui porta i soldi e non si giudica. Questo è il nuovo calcio".

Quanto rischia il Torino?
"Sono ricascati nella sindrome che toccò il post-Mazzarri e poi anche Longo, l'incredibile paura che gli fa incassare 11 gol in due partite. Bisogna ricordare però due cose: il Benevento col Crotone doveva vincere 5-1, ha avuto una grande sfortuna che poi vai anche a meritarti se non fai mai punti prima, però il Torino è terrorizzato e molto meno libero".

De Zerbi allo Shakhtar è una sconfitta per il calcio italiano?
"Se voleva andare in Ucraina è una sua vittoria. Non lo vedo costretto, aveva altre offerte. Per me la sconfitta è avere 18 allenatori su venti che non hanno mai vinto niente. Se mi chiamano ad Harvard a fare il professore io ci vado, mica è una sconfitta per il giornalismo italiano. Si è preso una squadra di vertice, perché devo sentirmi sconfitto se un nostro allenatore va all'estero? Come concetto è un po' provinciale".

Il toto-allenatore della Fiorentina sembra tornato nel vivo.
"Però oggi sentivo Commisso pensare al Viola Park. Quello non ce lo toglie nessuno, l'allenatore un giorno o l'altro andrà preso. Spero che sia Gattuso, altrimenti faremmo tutti una brutta figura, da Commisso ai giornalisti, e soprattutto si perderebbero speranze di vedere una Fiorentina impostata secondo regole corrette. Spero che i giornalisti e Commisso, se debbano ancora parlarsi, non lo facciano ancora in conferenza: è un tempo di tutti, se devono offendersi lo facciano attraverso i propri organi".

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