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Torino, Cairo e Petrachi tornano indietro: la caccia al tecnico riparte (quasi) da zero

Torino, Cairo e Petrachi tornano indietro: la caccia al tecnico riparte (quasi) da zeroTUTTOmercatoWEB
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Emanuele Pastorella
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Emanuele Pastorella
Oggi alle 07:38Serie A

Un po’ risiko, un po’ gioco dell’oca e un po’ puzzle, la fotografia della panchina del Toro ricorda tanto quella di un gioco da tavolo. Ma c’è poco da divertirsi o da stare allegri, perché la situazione si sta ingarbugliando sempre di più, invece di avvicinarsi a una soluzione definitiva. "Manca poco alla scelta, decideremo entra la fine della settimana" le parole di Urbano Cairo imparate a memoria e pronunciate lo scorso 29 maggio al Festival della Tv di Dogliani. Era un venerdì, c’era chi pensava che la “settimana” cui faceva riferimento il patron potesse essere addirittura l’ultima di maggio, invece si sta chiudendo pure la prima di giugno e ancora non si vedono fumate bianche all’orizzonte.

Anzi, la situazione è più confusa di prima: all’epoca si parlava del duello Aquilani-Abate, dieci giorni dopo rischiano di essere usciti di scena entrambi. L’ex centrocampista è sempre più orientato a preferire il Sassuolo, sull’ex esterno ci sono più perplessità che certezze nella dirigenza del Toro, così la pedina del Toro è tornata alla casella “partenza”. Bisogna ritirare i dadi, con nomi vecchi e nuovi che stanno avanzando la propria candidatura: c’è di nuovo la possibilità di ricominciare con Ivan Juric, uno dei profili più caldeggiati dal presidente Cairo, oppure la prospettiva di andare su un outsider, come Eusebio Di Francesco tutt’altro che sicuro di restare al Lecce. L'idea last minute è rappresentata da Alberto Gilardino, rimasto libero dopo l'esonero dal Pisa dello scorso febbraio. Infine ci sono le “carte” firmate, l’unica certezza del Toro in questo momento, e il contratto dice che fino al 30 giugno l’allenatore granata è Roberto D’Aversa.

Nella situazione in cui si ritrovano Cairo e Petrachi, pure l’attuale tecnico può avere qualche chance di tenersi il posto in panchina. Così l’inizio della campagna di rafforzamento sembra lontanissima, nonostante il Toro abbia rischiato seriamente di retrocedere fino alla scorsa primavera e necessiti di rinforzi veri. Intanto, al raduno al Filadelfia manca poi soltanto un mese…

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