Torino-Lazio 0-0, le pagelle: il Milinkovic-Savic granata è il migliore. Flop Felipe Anderson
TORINO (a cura di Simone Bernabei)
Milinkovic-Savic 7 - Attento e sempre sicuro, nelle uscite e negli interventi. La Lazio per buona parte del match fa poco per impensierirlo ma lui dimostra di essere sempre in partita e di vincere lo scontro a distanza col fratello Sergej in termini di prestazione
Djidji 6,5 - Cresce di livello col passare dei minuti. E nella ripresa, su Felipe Anderson e soprattutto su Immobile, chiude e mette pezze che risultano decisive per i suoi
Buongiorno 6,5 - Gestire uno come Ciro Immobile non è propriamente un compito semplice: il classe '99 è protagonista di un grandissimo primo tempo in cui annulla il bomber biancoceleste, mentre nella ripresa soffre maggiormente l'intraprendenza del numero 17 di Sarri. Anche se il momento di confusione dura poco
Rodriguez 6,5 - Buona prova dello svizzero che regala sicurezza e buone chiusure in fase difensiva, proponendosi anche in supporto di Aina là davanti quando ce n'è possibilità
Singo 5,5 - Dalla sua parte Juric vorrebbe tanta spinta ma raramente viene accontentato. Anche perché il suo numero 17 pur mostrando buona volontà non salta quasi mai il diretto avversario. Dal 72' Lazaro 6 - Dalla sua parte la Lazio è solida, molta corsa e poco altro
Ricci 6 - Dà geometrie, tempi e discreta intensità al centrocampo di Juric. Manca l'acuto decisivo, quello che potrebbe far fare il salto di qualità alla squadra. Ma la sua resta prestazione di livello fra Milinkovic-Savic, Cataldi e Vecino
Linetty 6 - Fa legna dove e quando serve. Fino a quando fiato e gambe hanno retto la Lazio ha fatto enorme fatica a costruire. Cala alla distanza ma prestazione comunque di ottima sostanza. Dal 72' Lukic 6 - Accolto dai fischi dello stadio dopo le polemiche delle ultime settimane. Si piazza nel mezzo e senza strafare strappa anche qualche mezzo applauso
Aina 6 - Tanta corsa ma poche giocate risolutive. Più utile dal punto di vista tattico che non tecnico, visto che galleggia fra Lazzari e Felipe Anderson limitandone le giocate di entrambi. In fase offensiva però si vede fin troppo poco
Vlasic 5,5 - Parte bene, col piglio giusto e alcune idee interessanti. Ma perde di condizione e quindi di intensità col passare dei minuti, finendo quasi per sparire dal campo
Radonjic 6,5 - Il più attivo fra gli interpreti offensivi di Juric, come successo all'esordio. Sbaglia qualcosa in fase di rifinitura, ma i suoi spunti sono fondamentali per allentare le pressioni offensive della Lazio e per far ripartire con qualità l'azione granata. Dall'82' Seck sv
Sanabria 6 - Qualche buono squillo e discreti movimenti in avvio di gara, poi il ritmo cala e anche il suo apporto anche se resta il più insidioso dei suoi. Dal 72' Pellegri 6 - Ha poco tempo e poco modo per incidere. Ci prova col fisico e la testa
Ivan Juric 6,5 - Il suo Torino sa cosa deve fare nonostante le partenze importanti dell'estate. Nel primo tempo domina la Lazio in fatto di gioco e dominio del campo, nella ripresa subisce qualcosa in più ma tiene comunque botta
LAZIO (a cura di Matteo Vana)
Provedel 6 - Un'uscita da brividi a inizio partita, poi nessuna incertezza per tutto il resto del match che lo vede svolgere lavoro di ordinaria amministrazione.
Lazzari 6 - Sulla sua destra ingaggia il duello tutto in velocità Aina facendosi vedere in avanti soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa, complice anche una condizione fisica non ancora perfetta, cala limitandosi a difendere senza farsi vedere troppo in avanti.
Patric 6 - Puntuale e attento in copertura, non concede nulla rimanendo concentrato per tutta la partita e ingaggiando duelli con chiunque passi dalle sue parti.
Romagnoli 6 - Seconda uscita in biancoceleste per l'ex Milan. Comanda il reparto senza andare mai in affanno, dove non arriva con il fisico ci mette l'esperienza risultando sempre efficace.
Marusic 6 - Sui suoi piedi capita la più grande occasione del primo tempo, ma non ha il killer instinct dell'attaccante e si vede. Cala alla distanza, anche a causa di una condizione non ancora ottimale
Milinkovic-Savic 6 - Sembra quasi che sonnecchi, ma quando entra nel vivo del gioco la Lazio cambia passo. Va a sprazzi, ma lotta e si dedica al lavoro oscuro in una partita complicata per tutti i biancocelesti. Prova anche un paio di volte l'inserimento e solo un grande intervento di Ricci gli nega il gol. Dal 82' Luis Alberto sv
Cataldi 5,5 - Sarri lo sceglie ancora una volta in cabina di regia affidandogli le chiavi del centrocampo, ma il gioco della Lazio non decolla mai costringendolo più a un lavoro di rottura che di impostazione. Dal 61' Marcos Antonio 6 - Una mezz'oretta per iniziare ad entrare negli schemi biancocelesti con qualche buona geometria.
Vecino 6 - Esordio dal primo minuto per l'ex Inter con la maglia laziale. Tanta quantità, qualche palla rubata e un paio di inserimenti che non trovano l'assist dei compagni. In una partita complicata riesce comunque a dare il proprio contributo. Dal 62' Basic 6 - Un paio di
Felipe Anderson 5 - Evanescente, si concede qualche virtuosismo di troppo tanto da prendersi anche un rimbrotto da parte di Milinkovic-Savic dopo l'ennesima palla persa. Sarri gli aveva chiesto di accendere la luce, ma non trova mai l'interruttore. Dal 71' Pedro 6 - Qualche buona iniziativa e un paio di palle perse. Tenta sempre la giocata, anche se la forma fisica non è quella dei tempi migliori.
Immobile 6 - Servito poco e male dai compagni, si incaponisce troppo andando al duello fisico con Buongiorno, uscendo spesso perdente. Abbandonato a se stesso, riesce comunque a crearsi l'occasione ma la deviazione di Djidji gli nega la gioia del gol.
Zaccagni 5,5 - Un assist al bacio per Marusic,nel primo tempo, che mette il montenegrino davanti al portiere avversario, poi nulla più. Troppo poco per chi dovrebbe avere quel guizzo in grado di sbloccare questo tipo di partite. Dal 83' Cancellieri
Maurizio Sarri 6 - Aveva previsto un Toro aggressivo sin da subito e così è stato con i biancocelesti costretti a soffrire. Con il passare dei minuti, però, i suoi prendono le misure agli avversari senza riuscire, tuttavia, a centrare la seconda vittoria consecutiva.






